Truffe su Facebook: perché gli annunci ingannevoli continuano a circolare

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Truffe su Facebook

Un problema che cresce sotto gli occhi di tutti

Ti è mai capitato di vedere un annuncio su Facebook che promette un iPhone di ultima generazione a meno di 200 euro? Oppure un investimento “garantito” che in pochi giorni raddoppia il capitale?
Questi esempi non sono casi isolati, ma la punta di un iceberg che riguarda milioni di utenti. Secondo recenti segnalazioni, le truffe online diffuse tramite inserzioni sponsorizzate sono in crescita costante e colpiscono indistintamente giovani, adulti e persino professionisti esperti.

“Il fatto che un annuncio sia pubblicato su Facebook non significa che sia affidabile. La fiducia cieca nella piattaforma è il primo passo verso l’inganno.”

Perché gli annunci truffa non vengono fermati

La domanda più comune è: se Facebook dispone di sistemi avanzati di controllo, perché queste truffe passano comunque?
Le ragioni principali sono due:

  • Volume immenso di contenuti: ogni giorno vengono caricati milioni di inserzioni e contenuti. È impossibile che un algoritmo filtri in tempo reale ogni tentativo fraudolento.

  • Tecniche elusive dei truffatori: cambiano costantemente domini, loghi e nomi per sfuggire ai sistemi di riconoscimento. A volte clonano perfettamente siti reali, rendendo quasi indistinguibile il falso dall’originale.

Un esempio concreto? Diversi utenti hanno segnalato campagne che sponsorizzano scarpe di brand noti come Nike o Adidas a prezzi stracciati. Cliccando sull’annuncio si viene indirizzati a un sito apparentemente autentico, con loghi e layout identici all’originale. In realtà si tratta di una copia creata per raccogliere dati di pagamento e informazioni personali.

Quali rischi corri se ti fidi di questi annunci

Le conseguenze non si limitano alla perdita economica. Un annuncio truffa può portare a:

  • Furto dei dati personali e bancari, con utilizzo illecito delle carte di credito.

  • Infezione del dispositivo con malware, che possono rubare password o trasformare il PC in uno strumento di attacco.

  • Furto d’identità digitale, sfruttando le tue informazioni per creare falsi profili o aprire conti a tuo nome.

  • Alimentazione di reti criminali, che reinvestono i proventi delle truffe in altre attività illegali.

 

Come difendersi concretamente

La vera difesa è la consapevolezza. Alcuni segnali dovrebbero sempre far scattare un campanello d’allarme:

  • Prezzi troppo bassi per essere realistici.

  • Urgenza nell’acquisto (“solo per oggi”, “ultimi pezzi disponibili”).

  • Link a siti con domini strani o non ufficiali (es. .shop invece di .it o .com).

  • Pagine che richiedono subito i dati della carta senza procedure sicure di pagamento.

Un consiglio pratico: prima di cliccare su Acquista ora, cerca il prodotto direttamente sul sito ufficiale del brand. Se l’offerta non è presente lì, molto probabilmente si tratta di una truffa.

Il ruolo della legge e della prevenzione

L’Unione Europea e l’Italia hanno adottato normative specifiche contro le frodi online e la pubblicità ingannevole. Tuttavia, la normativa da sola non basta se gli utenti non segnalano e non agiscono tempestivamente.
Denunciare un annuncio sospetto alla Polizia Postale o direttamente a Meta può contribuire a ridurre il fenomeno. Ma la vera protezione resta la prevenzione: imparare a riconoscere i segnali di pericolo e tutelare i propri dati.

Tirando le somme

Gli annunci truffa su Facebook continueranno a esistere, perché ogni giorno nascono nuove tecniche di inganno. Ma la legge, la tecnologia e soprattutto la tua consapevolezza possono ridurre il rischio.
Proteggersi significa non fidarsi ciecamente della piattaforma e ricordare che “se sembra troppo bello per essere vero, probabilmente non lo è”.

Per le aziende, questo vale ancora di più: una singola distrazione può esporre i dipendenti e i dati sensibili a rischi concreti. Con i servizi di cybersecurity di Alchimie Digitali è possibile ridurre queste vulnerabilità, formare il personale e implementare strategie efficaci di difesa digitale.

FAQ

Gli annunci su Facebook sono tutti truffa?

No. La maggior parte è pubblicata da aziende reali. Tuttavia, esiste un ulteriore rischio: alcune imprese subiscono attacchi informatici senza accorgersene e vedono compromesso il proprio account pubblicitario. In questi casi i truffatori utilizzano l’account aziendale per diffondere inserzioni fraudolente, con un doppio danno: economico e di immagine. Oltre a perdere il controllo delle campagne, l’azienda si ritrova associata a contenuti ingannevoli, minando la fiducia dei clienti.

Perché Facebook non riesce a bloccarli subito?

Perché i truffatori utilizzano tecniche sempre nuove per aggirare i controlli e cambiano rapidamente domini e contenuti.

Cosa devo fare se ho acquistato da un annuncio truffa?

Blocca immediatamente la carta, conserva le prove (screenshot, email) e sporgi denuncia alla Polizia Postale.

Quali sono le misure minime di sicurezza consigliate?

Password robuste, aggiornamenti regolari, accesso remoto protetto, cifratura dei dati e monitoraggio costante.

Come riconoscere un sito fake collegato a un annuncio?

Controlla il dominio (cioè l’indirizzo web del sito). Spesso i truffatori usano nomi molto simili a quelli originali, cambiando una lettera o aggiungendo un suffisso diverso, ad esempio n1ke-outlet.shop invece di nike.com.

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Telecamere di sorveglianza craccate: rischi, GDPR e cybersecurity a Modena

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Videosorveglianza protetta: sicurezza e GDPR a Modena

Immagina di entrare in una gelateria del centro e scoprire che la telecamera sopra la cassa non protegge, ma espone. È quello che è successo davvero: sistemi di videosorveglianza collegati a Internet, configurati in modo superficiale, permettono a chiunque, anche senza competenze da “super hacker”, di sbirciare dentro negozi, uffici e abitazioni private.

“Non esistono hacker cattivi: esistono sistemi progettati male.”

Pietro Suffritti, CEO di Alchimie Digitali e sensei di Zanshin Tech presso Zemian Dojo

Il problema reale: la cybersicurezza assente nelle telecamere di sorveglianza

Oggi esistono siti pubblici che raccolgono in un unico punto telecamere non protette in tutto il mondo. Basta selezionare una città, ad esempio Modena e si può entrare nelle telecamere di attività commerciali o abitazioni private.
Nel nostro caso, durante una lezione di Zanshin Tech  con lo Zemian Dojo, è bastato un click per entrare nel sistema di videosorveglianza di una gelateria del centro di Modena per arrivare a leggere addirittura l’importo stampato su uno scontrino alla cassa.

Il problema non è la “cattiveria degli hacker”, ma l’assenza di configurazioni minime di sicurezza: username e password predefinite lasciate in chiaro, porte esposte su Internet, sistemi installati senza competenza.

Videosorveglianza e GDPR: due facce della stessa medaglia

Molti dimenticano che una telecamera non riprende solo “immagini”, ma dati personali.
Per questo motivo il GDPR regola in modo preciso il trattamento dei dati della videosorveglianza:

  • È obbligatorio informare gli interessati con cartelli visibili.

  • Occorre definire una base giuridica (spesso l’interesse legittimo).

  • I tempi di conservazione devono essere proporzionati e limitati.

  • Le registrazioni devono essere protette con misure di cybersecurity adeguate.

Una telecamera non sicura non è solo un rischio informatico: è anche una violazione normativa.

Cybersecurity come requisito di legge

Proteggere un sistema di videosorveglianza non significa solo difendersi da intrusi digitali. Significa rispettare i principi di accountability del GDPR e dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie a tutelare la privacy delle persone riprese.
Alchimie Digitali integra questi due mondi: cybersecurity e compliance, per dare alle aziende strumenti concreti per essere sicure e conformi.

Come difendersi davvero

  • Affidarsi a installatori e consulenti competenti.

  • Non lasciare mai credenziali predefinite.

  • Proteggere l’accesso remoto con firewall, VPN e sistemi aggiornati.

  • Integrare controlli periodici con un Cyber Audit.

  • Definire policy GDPR corrette per la videosorveglianza.

 

Cybersecurity e GDPR: la difesa che non puoi rimandare

La normativa europea, dal GDPR alle linee guida del Garante, è stata scritta per proteggere cittadini e imprese. Ma la protezione non è automatica: diventa reale solo se chi utilizza un impianto di videosorveglianza adotta misure adeguate di sicurezza e conformità.

In altre parole, la legge è al tuo fianco, ma solo se dimostri di aver fatto la tua parte. Installare telecamere senza competenza, lasciare credenziali di default o non aggiornare i sistemi significa rinunciare a quella tutela e restare esposti sia agli hacker sia a sanzioni pesanti.

Non è più tempo di sottovalutare questi aspetti. La sicurezza informatica non è un optional, e la conformità normativa non si improvvisa. Ogni giorno in cui il tuo impianto rimane scoperto, è un giorno in cui qualcuno potrebbe già guardarti senza che tu lo sappia.

FAQ

Come faccio a sapere se la mia telecamera è visibile su Internet?

Puoi verificare con un controllo tecnico o affidarti a un audit di sicurezza: molti dispositivi poco protetti compaiono su siti di ricerca pubblici.

È obbligatorio rispettare il GDPR se ho una telecamera nel mio negozio?

Sì, sempre. Le immagini riprese sono dati personali e il loro trattamento è soggetto a informativa, base giuridica e tempi di conservazione.

Cosa rischio se il mio sistema di sorveglianza non è sicuro?

Oltre a intrusioni esterne, rischi una violazione dei dati (data breach) con conseguenze legali e sanzioni da parte del Garante Privacy.

Quali sono le misure minime di sicurezza consigliate?

Password robuste, aggiornamenti regolari, accesso remoto protetto, cifratura dei dati e monitoraggio costante.

Alchimie Digitali può aiutarmi a rendere il mio impianto conforme e sicuro?

Sì: i nostri servizi integrano cybersecurity e GDPR per rendere il tuo sistema di videosorveglianza una garanzia, non un rischio.

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Wi-Fi 6 e Intelligenza Artificiale: il futuro delle reti wireless aziendali

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Wi-Fi 6 e AI: reti aziendali affidabili e intelligenti in Italia | Alchimie Digitali

“La connettività non è un costo, ma un investimento strategico: è l’infrastruttura invisibile che sostiene innovazione, produttività e competitività.”

Wi-Fi 6: non solo più veloce, ma più efficiente

Il Wi-Fi 6, conosciuto anche come 802.11ax, rappresenta la nuova frontiera delle reti wireless. Non si limita ad aumentare la velocità di connessione: introduce una gestione più intelligente dei dispositivi, una latenza ridotta e un’affidabilità superiore anche in contesti ad alta densità.

In uffici moderni, reparti produttivi, ospedali o campus universitari, decine o centinaia di dispositivi competono per lo stesso segnale. Con le tecnologie introdotte dal Wi-Fi 6, come OFDMA e MU-MIMO, la rete riesce a suddividere le risorse in modo dinamico e a servire più utenti contemporaneamente, senza rallentamenti percepibili. Non è un salto tecnologico “di moda”, ma una risposta concreta a un bisogno reale: reti che resistono all’aumento costante del traffico e che restano stabili anche in condizioni critiche.

L’intelligenza artificiale al servizio delle reti

La vera rivoluzione avviene quando al Wi-Fi 6 si affianca l’intelligenza artificiale. Le piattaforme di nuova generazione utilizzano algoritmi di machine learning per monitorare costantemente il comportamento della rete, identificare anomalie e ottimizzare automaticamente le configurazioni.

Questo significa avere infrastrutture in grado di adattarsi in tempo reale, ridurre drasticamente i tempi di intervento e persino prevedere i problemi prima che si verifichino. Non si tratta più di gestire la rete “a posteriori”, ma di avere un sistema che si autogoverna e si auto-ripara, lasciando al personale IT la possibilità di concentrarsi su attività strategiche anziché su continui interventi correttivi.

Secondo IDC, entro il 2027 più del 60% delle aziende europee utilizzerà reti Wi-Fi con funzioni AI-driven per ridurre i downtime e migliorare la user experience.

Un esempio concreto: dieci anni di affidabilità

Parlare di tecnologia è utile, ma è ancora più importante vedere come queste innovazioni si traducono nella realtà quotidiana. Oltre dieci anni fa abbiamo progettato e realizzato una rete Wi-Fi per una delle più grandi aziende biomedicali del distretto di Mirandola.

In questo decennio l’azienda ha cambiato proprietà, compagine societaria e infrastruttura produttiva. Eppure, la rete che abbiamo realizzato continua a funzionare in maniera impeccabile. Nonostante le trasformazioni interne, nessuno ha mai pensato di sostituirla: segno che una progettazione attenta e professionale porta risultati duraturi e crea valore nel tempo.

Questo è l’esempio più chiaro di cosa significhi progettare reti professionali e di alta qualità: non soluzioni temporanee, ma infrastrutture che resistono all’evoluzione tecnologica e organizzativa.

Dove vedremo crescere Wi-Fi 6 e AI

Le applicazioni sono molteplici: dalla logistica alla sanità, dal retail alle smart factory. Nei magazzini automatizzati, la rete deve sostenere sensori IoT e robot connessi; negli ospedali garantire continuità ai sistemi clinici; nei campus universitari permettere a migliaia di studenti di collegarsi simultaneamente. In ognuno di questi scenari, l’unione di Wi-Fi 6 e intelligenza artificiale non è un “plus”, ma una condizione necessaria per garantire produttività e sicurezza.

Alchimie Digitali: reti su misura per ogni azienda

In Alchimie Digitali non proponiamo soluzioni preconfezionate. Analizziamo il contesto, i flussi di lavoro e le reali esigenze dell’azienda, progettando infrastrutture Wi-Fi pensate per resistere nel tempo e adattarsi all’evoluzione tecnologica.

Che si tratti di Extreme Networks, Juniper Mist o altre soluzioni di mercato, il nostro obiettivo non è vendere un prodotto, ma realizzare una rete che diventi una risorsa strategica per il cliente.

    FAQ – Wi-Fi 6 e Intelligenza Artificiale

    Il Wi-Fi 6 è più sicuro dei precedenti standard?

    Sì. Lo standard integra protocolli di sicurezza più avanzati come WPA3, che rende più difficile intercettare o decifrare le comunicazioni rispetto al vecchio WPA2. Inoltre, con l’uso dell’intelligenza artificiale, è possibile monitorare in tempo reale attività sospette e bloccare tentativi di accesso non autorizzati.

    Quali vantaggi concreti porta il Wi-Fi 6 in ufficio?

    In un ambiente d’ufficio, il Wi-Fi 6 garantisce videoconferenze più fluide, tempi di caricamento ridotti e stabilità anche quando molti dipendenti sono collegati contemporaneamente. Inoltre, la gestione intelligente dei dispositivi riduce i colli di bottiglia e mantiene le prestazioni elevate anche durante picchi di utilizzo.

    Il Wi-Fi 6 con AI richiede più manutenzione?

    Al contrario: grazie all’AI la manutenzione diventa più semplice e predittiva. La rete segnala i problemi prima che abbiano impatto sugli utenti e molte regolazioni vengono effettuate in automatico. Questo significa meno interventi manuali e meno interruzioni di servizio.

    Il Wi-Fi 6 sostituisce completamente i dispositivi esistenti?

    No. Lo standard è retrocompatibile: i dispositivi più vecchi continueranno a funzionare, ma per sfruttare appieno i vantaggi servono device aggiornati.

    L’intelligenza artificiale è utile anche per le PMI?

    Assolutamente sì. L’AI riduce i costi di gestione e velocizza la risoluzione dei problemi, rendendola una scelta strategica anche per realtà più piccole.

    Una rete Wi-Fi ben progettata può durare dieci anni?

    Sì, se progettata con criteri professionali e con hardware di qualità. Esperienze concrete dimostrano che reti costruite bene continuano a funzionare in maniera performante anche dopo un decennio.

    Quali sono i principali settori che beneficiano del Wi-Fi 6 con AI?

    Industria 4.0, biomedicale, sanità, istruzione, retail e ospitalità. Ovunque serva una rete stabile, scalabile e sicura.

    Una rete progettata bene oggi può durare dieci anni e sostenere l’evoluzione della tua azienda.
    Non aspettare che i problemi compaiano: costruisci una rete che lavora per te.

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    Windows 11 KB5063878: come risolvere i problemi agli SSD

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    Problemi con Windows 11 KB5063878: cosa fare subito

    Non ignorare questo messaggio: il tuo SSD è al sicuro?

    Hai notato comportamenti insoliti sul tuo PC dopo aver installato un aggiornamento di sicurezza di Windows 11? Potrebbe trattarsi dell’aggiornamento KB5063878, distribuito in Italia da metà agosto 2025. Secondo diverse segnalazioni — confermate anche da Phison, noto produttore di controller SSD — questo update sembra provocare la scomparsa o il malfunzionamento degli SSD, soprattutto quando sotto stress o con spazio limitato

    Cosa sta succedendo, esattamente?

    • Gli SSD si “nascondono” al sistema operativo durante trasferimenti di grandi file (oltre 50 GB), specialmente se l’unità è più del 60 % piena.

    • Alcuni casi si risolvono con un semplice riavvio, altri invece lasciano l’unità in stato RAW o non più accessibile

    • Phison ha confermato l’indagine con Microsoft e altri partner, ma non si hanno ancora soluzioni ufficiali.

    Come capire se sei vulnerabile

    Hai installato Windows 11 24H2 (KB5063878)?

    Ti sei accorto di SSD che spariscono, errori in Esplora risorse o blocchi durante aggiornamenti voluminosi? Questi sintomi richiedono immediata attenzione.

    Come verificare in due click:
    Accedi a Impostazioni → Windows Update → Cronologia aggiornamenti → Disinstalla aggiornamenti e cerca KB5063878. Se presente, è il caso di agire.

    Cosa fare (e cosa non fare)

    1. Disinstalla subito l’aggiornamento KB5063878 e riavvia il sistema.
    2. Blocca temporaneamente gli aggiornamenti: Windows 11 consente una sospensione fino a 5 settimane — ideale per attendere la patch correttiva senza rischi.
    3. Evita trasferimenti di grandi file finché la situazione non si stabilizza.
    4. Effettua backup immediati con la regola 3‑2‑1 (tre copie, su due supporti e una off‑site).

    “…avoid writing large files (tens of gigabytes) or multiple large files… write them in smaller batches over time.”

    Perché Alchimie Digitali può aiutarti davvero

    Se temi danni agli SSD o non sei sicuro di gestire questa situazione, rivolgiti a noi. Alchimie Digitali garantisce:

    • Verifica tecnica puntuale dello stato dei tuoi sistemi Windows 11.

    • Supporto professionale nel gestire update, configurazioni e sicurezza.

    • Servizio rapido a Modena e in tutta Italia, per evitare danni e perdite dati.

    Errore Windows 11

    Domande che potresti farti (e le risposte chiare)

    FAQ

    È un problema diffuso o isolato?

    Per ora sembra circoscritto, ma le evidenze raccolte da media e utenti (in Giappone e altrove) mostrano un pattern chiaro con certi modelli SSD e condizioni specifiche

    Solo SSD Phison sono colpiti?

    Inizialmente si pensava che fossero solo SSD con controller Phison DRAM‑less, ma test indicano che il problema può riguardare vari modelli con diversi controller. In sostanza è un problema più diffuso si quello che si crede.

    Il riavvio risolve il problema definitivamente?

    Il riavvio del sistema sembra risolvere solo in alcuni casi. Alcuni SSD tornano effettivamente visibili dopo il riavvio ma – a quanto ne sappiamo oggi – fino a quando l’aggiornamento KB5063878 resterà installato è verosimile che il problema possa ripresentarsi (e non è detto che il device risulti nuovamente riavviabile).

    Microsoft ha confermato e rilasciato una patch?

    È in corso l’indagine con partner come Phison, ma al momento non è stato ancora rilasciato un aggiornamento che risolva definitivamente l’anomalia.

    Metti in sicurezza i tuoi dati oggi stesso. Se l’aggiornamento KB5063878 ti ha colpito, effettua la disinstallazione, disattiva temporaneamente gli update e se hai dubbi, affidati all’assistenza di Alchimie Digitali.

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    Attacco “hacker” globale o pessime scelte imprenditoriali? Facciamo un po’ di chiarezza

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    cybersecurity

    Attacco “hacker” globale o pessime scelte imprenditoriali? Facciamo un po’ di chiarezza.

    Sta facendo molto scalpore, in queste ore, la notizia di un presunto “gigantesco attacco hacker globale” a carico di server basati su “VMware ESXi” (un diffusissimo software di virtualizzazione) sparsi in tutto il mondo.

    Cosa c’è di vero?

    L’attacco è vero, ma le dimensioni reali – al di fuori dell’enfasi mediatica – sono tutto sommato modeste, interessando “solo” qualche migliaio di server su base mondiale.

    Quanto è grave?

    Per chi lo subisce è decisamente grave, probabilmente catastrofico… come tutti gli attacchi ransomware, peraltro. Tieni presente che, in generale, circa l’80% delle PMI che subiscono un attacco cyber perdono dati essenziali e hanno un’elevata probabilità di chiudere.

    Come ti puoi difendere?

    Come avrai già letto, l’attacco sfrutta la vulnerabilità CVE-2021-21974 dei server VMware ESXi, una “debolezza” identificata e risolta con una patch di sicurezza.

    Una patch, è bene sottolinearlo, rilasciata da VMware ben 24 mesi fa: installarla era semplice e gratuito, una banale e quotidiana procedura di buona manutenzione. Chi l’ha installata, può stare tranquillo; chi non l’ha fatto, invece, invece, è ad alto rischio.

    Quanto ti devi preoccupare?

    Dipende!

    1. Se nella tua Azienda l’infrastruttura e i servizi IT sono visti come un investimento strategico essenziale e non solo come un “costo”;
    2. Se i tuoi server sono gestiti da personale esperto, con la corretta autonomia decisionale e un budget appropriato;
    3. Se hai licenze, apparati di sicurezza, applicativi e sistemi aggiornati e correttamente manutenuti

    Allora è del tutto verosimile che la patch sia stata correttamente identificata e installata: puoi stare tranquillo.

    Se, al contrario:

    1. nella tua Azienda l’infrastruttura e i servizi IT sono visto solo come un “costo” e non come un investimento strategico
    2. i tuoi server sono gestiti da collaboratori afflitti da insufficiente  autonomia decisionale e/o budget inadeguati;
    3. hai licenze, apparati di sicurezza, applicativi e sistemi non aggiornati

    Beh! In questo caso non serve per forza un “attacco globale”, prima o poi la tua infrastruttura sarà “bucata”, si fermerà e probabilmente perderai i tuoi dati. E’ solo questione di tempo.

    Qual è la soluzione?

    Una sola: una diversa cultura imprenditoriale/manageriale.

    E’ urgente e necessario che il management aziendale prenda finalmente consapevolezza che:

    • gli attacchi cyber sono oggi una quotidiana realtà per OGNI Azienda, a prescindere da dimensioni e criticità di informazioni trattate
    • le PMI che subiscono un attacco cyber spesso finiscono per chiudere
    • infrastruttura IT, cybersecurity e corretta protezione dei dati sono oggi asset strategici essenziali per la prosperità e la sopravvivenza aziendale

    La nostra proposta: il servizio IT-Full Care

    IT Full Care è un piano di assistenza e gestione IT modulare e flessibile, che si modella e adatta alle esigenze di ogni singola Azienda.

    Quando in Azienda sono presenti un IT Manager o altri collaboratori che si occupano dei sistemi IT, il piano IT-Full Care si adatta e si integra con le risorse esistenti, sviluppandosi a seconda dei casi, in affiancamento e appoggio, in autonomia e collaborazione oppure in autonomia con compiti di coordinamento, in base alle specifiche esigenze e alle caratteristiche di ogni singola realtà aziendale.

    Chiamateci, troviamo insieme la soluzione: quella giusta per voi.

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    Il valore dei backup di Microsoft 365

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    microsoft 365

    Perché le aziende hanno la necessità di proteggere i dati di Microsoft 365, una piattaforma Software as a Service solida, in grado di rispondere alle esigenze di molti tipi di imprese e società?

    La capacità di conservare le e-mail e tutti i documenti nel Cloud fa pensare che tutti i nostri dati siano protetti e recuperabili in qualsiasi momento. Ciò che molte persone trascurano, però, è il fatto che la suite di Microsoft è pensata essenzialmente per la produzione e non per il backup. Di fatto, la possibilità di ripristinare un file proposta da Microsoft non rappresenta un vero e proprio backup, ma si configura come una sorta di duplicazione geografica.

    Questa forma di protezione è utile nel momento in cui si verifichino malfunzionamenti del sito o dell’hardware; il backup, invece,  ha un elemento temporale per cui può recuperare anche file che sono stati alterati o eliminati qualche tempo addietro. Questo implica che, a parte le precauzioni normali stabilite in Microsoft 365, potreste aver bisogno di riconsiderare il grado di controllo dei dati e il livello di accesso che avete effettivamente.

    Pertanto, avere un sistema di backup personale fornisce una sicurezza maggiore, riducendo i rischi di perdite di dati e assicurando l’accesso ai dati in ogni istante.

    Quindi, perchè eseguire il Backup di Microsoft 365 è fondamentale?

    ELIMINAZIONE ACCIDENTALE

    Quanto spesso accade che con un click di troppo si cancellino un file o una cartella che conteneva documenti preziosi?
    I cestini e la cronologia delle versioni inclusi in Microsoft 365 sono in grado di proteggervi dalla perdita di dati in misura molto limitata. Se le informazioni cancellate non saranno ripristinate in tempi brevi e il periodo di conservazione sarà scaduto, il normale ripristino potrebbe diventare impossibile nel momento in cui Microsoft 365 avrà definitivamente rimosso i dati, rendendolo definitivamente rimosso senza possibilità di appello.

    CARENZE E CONFUSIONE NELLE POLITICHE DI CONSERVAZIONE

    Proprio come per la cancellazione permanente e temporanea, la piattaforma ha criteri di backup e di conservazione limitati che sono in grado di evitare solo la perdita di dati situazionali e non sono pensati per rappresentare una strategia di backup all-inclusive. Con una soluzione di backup di Microsoft 365, al contrario, è possibile disporre di una politica di conservazione più ampia e affidabile, per garantire la protezione e la conservazione dei dati in un’unica posizione e renderne il recupero semplice, rapido e attendibile.

    MINACCE INTERNE ALLA SICUREZZA

    Non solamente gli hacker e i virus mettono in discussione la sicurezza delle aziende: queste ultime, infatti, sono soggette a rischi interni più spesso di quanto si creda.
    Alcuni utenti involontariamente possono creare gravi rischi con il download di file infetti o rivelando per sbaglio username e password a siti che pensavano essere sicuri.
    In altri casi, il danneggiamento dei dati può avvenire da parte di un collaboratore infedele che cerca di eliminare dati aziendali compromettenti per tentare di nasconderli agli occhi della legge.

    MINACCE ESTERNE ALLA SICUREZZA

    Malware e virus rappresentano un continuo e serio problema in tutto il pianeta, compromettendo la vostra reputazione aziendale e la privacy dei dati interni e/o dei vostri clienti, con ripercussioni che spesso si allargano ben oltre il danno inflitto. Le funzionalità di backup/recupero di Exchange Online sono insufficienti per gestire seri attacchi. Anche in questo caso, dunque, i backup periodici costituiscono il modo più valido al fine di evitare che un attacco esterno risulti irreparabile

    REQUISITI LEGALI E DI CONFORMITÀ

    Talvolta è necessario recuperare improvvisamente e-mail, file o altri tipi di dati nel corso di un’azione legale. Un qualcosa che non pensi mai che ti succederà fino a quando non accade. Per questo Microsoft ha incorporato un paio di reti di protezione (blocco e conservazione in caso di controversie). Ma purtroppo, questi non sono una concreta soluzione di backup che eviterà al vostro business di avere problemi legali. Con una soluzione di backup, invece, se si cancellano accidentalmente e-mail o documenti prima di attuare le prese legali, sarete ancora in grado di recuperarle per garantire il rispetto dei vostri doveri.

    GESTIONE DELLE DISTRIBUZIONI E DELLE MIGRAZIONI DI E-MAIL IBRIDE

    In genere, le organizzazioni che scelgono Office 365 richiedono un periodo di transizione tra Exchange on-premises e Microsoft 365 Exchange Online. Ci sono addirittura quelli che preservano una parte ridotta del loro sistema legacy per una maggiore elasticità e controllo. Una strategia di backup di Office 365 realmente efficace deve pertanto essere in grado di gestire le configurazioni di posta elettronica ibride e trattare i dati Exchange allo stesso livello, facendo sì che la posizione della sorgente sia ininfluente.

    STRUTTURA DEI DATI DI TEAMS

    Microsoft Teams sta vivendo una rapida adozione e crescita con l’aumento del lavoro remoto, perciò è stato strutturato come piattaforma utente che fornisce a gruppi di lavoro modi di comunicare e collaborare in modo flessibile e in tempo reale. Se la vostra azienda ha la prevenzione per la perdita di dati (DLP), è possibile impostare politiche per impedire alle persone di condividere dati sensibili in un canale Microsoft Teams o in una sessione di chat. I backup possono anche essere utili in scenari a breve termine.
    Per esempio, se un collaboratore dice qualcosa di inopportuno in una chat di Teams, ma poi cancella il messaggio, avere un backup renderebbe ripristinabili e disponibili quelle chat.

    QUANTO SPESSO SI VERIFICANO QUESTI SCHEMI? 

     Secondo l’IDC, 6 aziende su 10 non hanno alcun piano di sicurezza dei dati per le attività di Microsoft 365, perciò la responsabilità di Microsoft e l’effettiva responsabilità dell’utente di tutelare e preservare i propri dati a lungo termine è molto diversa, quindi un backup esterno dei dati di Office 365 è una soluzione supplementare da tenere in considerazione.  

    Con Alchimie Digitali, la vostra società sarà in grado di configurare un sistema di backup protetto e attendibile, garantendo il pieno controllo dei dati di Microsoft 365 in modo da non perdere il sonno, non assumere rischi inutili, non incorrere in gravi conseguenze economiche e legali.

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