Alchimie Digitali: percorso certificazione ISO 9001 e ISO 27001

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Qualità & Sicurezza delle Informazioni

Alchimie Digitali avvia il percorso di certificazione ISO 9001 e ISO 27001

Un passo concreto verso standard internazionali di qualità e cybersecurity, per offrire ai nostri clienti e partner un livello di affidabilità misurabile e verificato.

L'8 giugno 2026 Alchimie Digitali Srl ha formalizzato con Complaion Srl l'avvio del percorso di adeguamento alle due certificazioni internazionali più rilevanti per chi opera nell'IT e nella comunicazione digitale: la ISO 9001:2015, dedicata ai sistemi di gestione della qualità, e la ISO 27001:2022, focalizzata sulla sicurezza delle informazioni.

L'ottenimento di entrambe le certificazioni è atteso entro settembre 2026. Non si tratta di un traguardo fine a se stesso: è la formalizzazione di una cultura aziendale che in Alchimie Digitali è già presente nel modo in cui gestiamo ogni progetto, ogni dato e ogni relazione con i clienti.

ISO 9001 e ISO 27001: cosa certificano e perché contano

Entrambi gli standard sono pubblicati dalla International Organization for Standardization (ISO) e riconosciuti a livello mondiale come riferimenti per la valutazione dell'affidabilità di un'organizzazione. Ecco cosa distingue ciascuno dei due percorsi.

Qualità

ISO 9001:2015 — Sistema di Gestione della Qualità

Certifica che l'organizzazione ha implementato processi strutturati per erogare servizi conformi alle aspettative dei clienti, con un approccio sistematico al miglioramento continuo. Copre pianificazione, controllo dei processi, gestione dei rischi e soddisfazione del cliente.

Sicurezza

ISO 27001:2022 — Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni

Certifica che l'organizzazione identifica, valuta e gestisce i rischi legati alla sicurezza dei dati, garantendo riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni. È lo standard di riferimento per chi tratta dati sensibili di clienti e partner.

Per i nostri clienti questo significa: lavorare con un partner che non gestisce i vostri dati e i vostri progetti in modo informale, ma secondo procedure documentate, verificate e certificate da un ente terzo accreditato.

Come si svolge il percorso di certificazione

La certificazione ISO non avviene dall'oggi al domani. È un percorso strutturato che richiede analisi, implementazione, verifica interna e audit da parte di un ente certificatore accreditato. Questi sono i passaggi principali che stiamo attraversando con Complaion.

1
Gap analysis iniziale Analisi dello stato attuale dei processi rispetto ai requisiti ISO, identificazione delle aree di miglioramento e definizione del piano di lavoro.
2
Implementazione dei requisiti Strutturazione delle procedure, dei controlli e della documentazione necessari per soddisfare i requisiti di entrambi gli standard. È la fase più lunga e operativamente densa.
3
Audit interno Verifica interna dell'efficacia dei sistemi implementati, con eventuali azioni correttive prima dell'audit ufficiale.
4
Audit di certificazione (previsto: settembre 2026) Verifica da parte di Complaion Srl, ente certificatore accreditato, con rilascio delle certificazioni ISO 9001:2015 e ISO 27001:2022.

La lettera ufficiale di Complaion: il nostro percorso documentato

Di seguito è disponibile la lettera rilasciata da Complaion Srl (Managing Director Edoardo Tarricone), che attesta formalmente l'avvio del percorso e la conformità al piano di implementazione da parte di Alchimie Digitali Srl.

Documento ufficiale — Lettera di avvio lavori Complaion · 08/06/2026

Anteprima del documento. Clicca per aprire il PDF completo in una nuova scheda.

Anteprima lettera ufficiale Complaion - Alchimie Digitali - Percorso certificazione ISO 9001 e ISO 27001 - 08/06/2026 Scarica il documento PDF

Perché questo percorso riguarda anche te, come cliente o partner

Molti bandi pubblici, gare d'appalto e contratti con grandi aziende o enti richiedono esplicitamente ai fornitori di servizi IT e digitali il possesso delle certificazioni ISO 9001 e ISO 27001. Con l'avanzare della normativa europea, in particolare del GDPR, della Direttiva NIS2 e del Cyber Resilience Act, la gestione certificata della sicurezza delle informazioni sta diventando un requisito sempre più diffuso anche nelle supply chain delle PMI.

Scegliere oggi un partner che sta percorrendo questo cammino significa scegliere un'azienda che si sta dotando degli strumenti per garantire:

Processi verificabili

Ogni attività viene documentata secondo standard internazionali, non lasciata alla discrezionalità del singolo. Puoi verificare come lavoriamo.

Sicurezza dei tuoi dati

I dati che ci affidi vengono trattati secondo un sistema di gestione del rischio formale, con controlli documentati e responsabilità definite.

Miglioramento continuo

La ISO 9001 impone un ciclo di revisione costante dei processi. Non ci fermiamo a ciò che funziona: lo miglioriamo sistematicamente.

Conformità normativa

Un sistema ISO 27001 è allineato ai requisiti del GDPR e della normativa NIS2, riducendo il tuo rischio di esposizione come cliente o partner.

Domande frequenti sulla certificazione ISO 9001 e ISO 27001

Cos'è la certificazione ISO 9001:2015 e a cosa serve?

La ISO 9001:2015 è lo standard internazionale per i Sistemi di Gestione della Qualità. Certifica che un'organizzazione ha implementato processi strutturati per erogare servizi e prodotti in modo coerente e conforme alle aspettative dei clienti, con un approccio sistematico al miglioramento continuo. È riconosciuta in oltre 170 Paesi e rappresenta uno dei certificati più diffusi al mondo.

Cos'è la certificazione ISO 27001:2022 e a cosa serve?

La ISO 27001:2022 è lo standard internazionale per i Sistemi di Gestione della Sicurezza delle Informazioni (ISMS). Certifica che l'organizzazione ha identificato i rischi relativi alla sicurezza dei dati e ha implementato controlli adeguati per proteggerli, garantendo riservatezza, integrità e disponibilità. È lo standard di riferimento per aziende che gestiscono dati sensibili di clienti, partner o dipendenti.

Alchimie Digitali è già certificata ISO 9001 e ISO 27001?

Alchimie Digitali Srl ha avviato formalmente il percorso di certificazione l'8 giugno 2026 con l'ente Complaion Srl. L'azienda è già in linea con il piano di implementazione dei requisiti e l'ottenimento di entrambe le certificazioni è previsto entro settembre 2026. Il documento ufficiale è disponibile in questa pagina.

Quanto dura il percorso di adeguamento alla ISO 27001?

Il percorso di adeguamento alla ISO 27001 dura tipicamente tra 6 e 18 mesi, a seconda della complessità dell'organizzazione. Comprende una fase di gap analysis, l'implementazione dei controlli di sicurezza previsti dall'Annex A, un audit interno e infine l'audit di certificazione da parte di un ente accreditato.

Perché un'azienda IT dovrebbe avere sia ISO 9001 che ISO 27001?

Le due certificazioni si completano: la ISO 9001 garantisce la qualità dei processi operativi e la soddisfazione del cliente, mentre la ISO 27001 protegge il patrimonio informativo dell'azienda e dei suoi clienti. Per un'azienda che opera nell'IT, nella cybersecurity e nella comunicazione digitale, averle entrambe significa offrire un livello di affidabilità completo e verificabile da terze parti.

Risorse ufficiali per approfondire

Se stai valutando fornitori o partner IT certificati ISO, o vuoi capire meglio cosa implicano questi standard, ecco le fonti ufficiali di riferimento.

Vuoi lavorare con un partner che investe nella qualità e nella sicurezza?

Contattaci per scoprire come Alchimie Digitali può supportare la tua azienda in ambito IT, cybersecurity e comunicazione digitale — con processi certificati e un approccio misurabile.

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Cyber Audit, Vulnerability Assessment e Penetration Test: quali differenze?

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Cyber Audit, Vulnerability Assessment e Penetration Test: le differenze

Analisi preliminare sulla sicurezza aziendale. La maggior parte delle PMI italiane affronta rischi informatici concreti senza aver mai eseguito una valutazione strutturata. Cyber Audit, Vulnerability Assessment e Penetration Test non sono sinonimi: confonderli può esporre l'organizzazione a lacune gravi, sia tecniche che normative.

Quando un'azienda decide di investire in cybersecurity, si trova spesso davanti a tre termini che circolano in modo intercambiabile: Cyber Audit, Vulnerability Assessment e Penetration Test. In realtà, si tratta di attività profondamente diverse per obiettivi, metodologie e profondità di analisi. Scegliere lo strumento sbagliato — o peggio, saltarne uno — significa operare con una visione parziale del proprio livello di esposizione al rischio.

Questa guida è pensata per chi si trova all'inizio di un percorso di maturità in sicurezza informatica: chiunque gestisca un'infrastruttura aziendale, anche piccola, ha bisogno di sapere da dove iniziare e perché.


Cos'è un Cyber Audit e quando è il punto di partenza giusto

Il Cyber Audit è una valutazione complessiva e strutturata dello stato di sicurezza informatica dell'organizzazione. Non si limita all'infrastruttura tecnica: analizza l'intero ecosistema aziendale, includendo processi, policy, comportamenti del personale e conformità normativa.

Nel dettaglio, un Cyber Audit esamina:

  • infrastruttura IT e rete aziendale
  • gestione degli accessi e delle identità digitali
  • politiche di backup e continuità operativa
  • protezione dei dati e trattamento secondo il GDPR
  • formazione e consapevolezza del personale
  • procedure interne e conformità normativa (NIS2, CRA)

Il risultato non è un elenco di vulnerabilità tecniche, ma una fotografia del livello di maturità della sicurezza dell'intera organizzazione, con indicazioni strategiche chiare sulle aree di intervento prioritarie.

Perché iniziare dal Cyber Audit?
Perché senza una visione d'insieme, qualsiasi investimento tecnico successivo — Vulnerability Assessment, Penetration Test, formazione — rischia di essere decontestualizzato. Il Cyber Audit è la mappa prima di qualsiasi percorso.

→ Scopri il servizio di Cyber Audit di Alchimie Digitali


Cos'è un Vulnerability Assessment e cosa individua concretamente

Il Vulnerability Assessment è un'attività tecnica mirata. A differenza del Cyber Audit, che ha una prospettiva organizzativa e strategica, il VA si concentra sull'identificazione sistematica delle debolezze presenti su sistemi, server, apparati di rete e servizi esposti.

La domanda a cui risponde è precisa: «Quali punti deboli esistono oggi nella mia infrastruttura?»

Attraverso strumenti professionali e metodologie standardizzate vengono rilevate vulnerabilità note (CVE), configurazioni errate, servizi esposti non necessari, software obsoleti e credenziali deboli. Il risultato è un report tecnico dettagliato con le criticità ordinate per priorità di intervento.

Nota bene: un Vulnerability Assessment individua le vulnerabilità ma non verifica se queste possano essere realmente sfruttate per compromettere i sistemi. Quel passo successivo è il Penetration Test.

→ Approfondisci l'Extended Vulnerability Assessment


Cos'è un Penetration Test e come simula un attacco reale

Il Penetration Test — spesso chiamato pen test — è l'attività più approfondita e invasiva tra le tre. Non si limita a censire le vulnerabilità: le utilizza attivamente per simulare il comportamento di un attaccante reale e valutare la concreta capacità dell'infrastruttura di resistere a una compromissione.

Se il Vulnerability Assessment risponde a «dove sono vulnerabile?», il Penetration Test risponde a «quanto è concretamente sfruttabile quella vulnerabilità?». La differenza non è semantica: è operativa. Una vulnerabilità tecnica teorica può avere impatto molto diverso a seconda del contesto architetturale, dei controlli esistenti e della segmentazione della rete.

I Penetration Test possono essere condotti su perimetri specifici — applicazioni web, reti interne, endpoint, infrastrutture cloud — con approcci black box, grey box o white box, a seconda del livello di informazione fornito al team di test.


Le differenze in sintesi: tabella comparativa

Attività Obiettivo principale Profilo Output
Cyber Audit Valutazione complessiva del livello di sicurezza aziendale Strategico Report di maturità + piano di intervento
Vulnerability Assessment Individuazione sistematica delle vulnerabilità tecniche Tecnico Report vulnerabilità per priorità
Penetration Test Simulazione di un attacco reale e verifica dello sfruttamento Operativo Report di compromissione + remediation
Audit + VA combinati Visione strategica e tecnica integrata Completo Piano completo di sicurezza aziendale

Quale attività scegliere? Dipende dalla situazione di partenza

Non esiste una risposta universale, ma esistono criteri chiari per orientarsi.

1
Nessuna verifica strutturata precedente Inizia con un Cyber Audit. Otterrai una fotografia completa dell'organizzazione e una mappa delle priorità da cui costruire qualsiasi percorso successivo in modo coerente.
2
Vuoi sapere dove sono le vulnerabilità tecniche Il Vulnerability Assessment è lo strumento indicato. È misurabile, ripetibile e restituisce un quadro tecnico preciso dell'esposizione dell'infrastruttura.
3
Vuoi testare la reale resistenza a un attacco Il Penetration Test è l'attività giusta. È l'unica che verifica non solo la presenza di vulnerabilità ma la loro concreta sfruttabilità in uno scenario offensivo simulato.
4
Approccio ottimale per la maggior parte delle aziende La combinazione più efficace è: Cyber Audit → Vulnerability Assessment → Penetration Test. Non sono alternative, sono fasi progressive di un percorso di maturità in cybersecurity.

Domande frequenti su Cyber Audit, Vulnerability Assessment e Penetration Test

Un Cyber Audit sostituisce un Vulnerability Assessment?
No. Il Cyber Audit ha una dimensione organizzativa e strategica: valuta governance, processi, policy e conformità normativa. Il Vulnerability Assessment si concentra sugli aspetti tecnici dell'infrastruttura. Sono complementari, non intercambiabili.
Un Vulnerability Assessment è sufficiente per essere conformi alla NIS2?
No. La Direttiva NIS2 richiede un approccio molto più ampio che comprende governance della sicurezza, gestione degli incidenti, continuità operativa, sicurezza della supply chain e formazione del personale. Il Vulnerability Assessment è uno strumento tecnico, non un percorso di conformità normativa completo.
Con quale frequenza andrebbe eseguito un Cyber Audit?
Almeno una volta all'anno, oppure in occasione di cambiamenti significativi dell'infrastruttura aziendale — nuovi sistemi, acquisizioni, migrazioni cloud, ampliamenti della rete. Alcuni framework normativi, come NIS2, implicano una revisione continua del livello di rischio.
Cyber Audit e Vulnerability Assessment possono essere svolti insieme?
Sì, ed è spesso la soluzione più efficace. La combinazione restituisce sia la visione strategica dell'organizzazione sia la fotografia tecnica dettagliata dell'infrastruttura, permettendo di costruire un piano di miglioramento coerente su entrambi i livelli.
Qual è la differenza concreta tra Vulnerability Assessment e Penetration Test?
Il Vulnerability Assessment identifica e cataloga le vulnerabilità presenti nell'infrastruttura. Il Penetration Test va oltre: verifica se quelle vulnerabilità siano realmente sfruttabili da un attaccante per compromettere sistemi, dati o servizi. Il primo fotografa l'esposizione, il secondo la mette alla prova.

La sicurezza informatica non si improvvisa: si costruisce per livelli.

Cyber Audit, Vulnerability Assessment e Penetration Test non sono alternative tra cui scegliere in base al budget: sono strumenti che rispondono a domande diverse e vanno usati in sequenza logica. Chi parte senza una mappa strategica investe male. Chi si ferma alla mappa senza verificare i dettagli tecnici si illude di essere al sicuro.

Alchimie Digitali affianca le aziende in ogni fase di questo percorso, dalla prima analisi preliminare fino alle attività operative di verifica e remediation.

→ Inizia con un Cyber Audit   → Richiedi un Vulnerability Assessment

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