Trenitalia, Eataly, Consiglio d’Europa: una settimana di attacchi e cosa insegna alle aziende

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Trenitalia, Eataly, Consiglio d'Europa: una settimana di attacchi e cosa insegna alle aziende

In pochi giorni tre organizzazioni molto diverse tra loro, i treni, la grande distribuzione alimentare e un'istituzione europea per i diritti umani, hanno comunicato di aver subito una violazione dei propri sistemi. Nessun settore è al riparo, e la vera differenza tra chi limita il danno e chi lo subisce fino in fondo si gioca prima dell'attacco, non dopo.

In breve: a giugno 2026 Trenitalia, Eataly e il Consiglio d'Europa hanno reso pubbliche tre violazioni distinte dei propri sistemi informatici, con dati anagrafici, di viaggio, di acquisto e in un caso anche sanitari e retributivi potenzialmente esposti. I casi mostrano tre approcci diversi alla gestione dell'incidente, dalla notifica tempestiva alla comunicazione ancora in corso di verifica, e confermano che la preparazione a un attacco conta quanto la sua gestione.

Tempo di lettura: 7 minuti · Trenitalia · Eataly · Consiglio d'Europa · Cosa hanno in comune · Come possiamo aiutarti · FAQ

Trenitalia: violati i dati di viaggio di alcuni passeggeri

Trenitalia ha comunicato ai clienti coinvolti un incidente di sicurezza informatica che ha portato a un accesso non autorizzato ad alcuni dati personali legati ai titoli di viaggio, causato secondo l'azienda da soggetti esterni non identificati. Tra le informazioni potenzialmente esposte figurano dati anagrafici, recapiti, dettagli del viaggio come tratta e orario, codice della carta fedeltà ed estremi del documento d'identità, mentre l'azienda ha escluso il coinvolgimento di credenziali di accesso e dati di pagamento. Trenitalia ha notificato l'accaduto al Garante per la Protezione dei Dati Personali e al CSIRT Italia, e ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica di Roma.

Il punto critico: mesi tra l'attacco e la comunicazione

L'intrusione risalirebbe a ottobre 2025, mentre la comunicazione ai clienti è arrivata solo il 26 giugno 2026: un divario di diversi mesi che l'azienda attribuisce alla complessità delle verifiche tecniche necessarie per ricostruire con precisione gli accessi e identificare le persone coinvolte. Il rischio principale segnalato riguarda ora comunicazioni fraudolente e tentativi di spear phishing costruiti su dati di viaggio reali, che risultano più credibili proprio perché corretti.

Fonte: CyberSecItalia

Eataly: attacco all'e-commerce, dati anagrafici a rischio

Eataly ha subito un attacco informatico alla propria piattaforma e-commerce, notificando l'incidente sia al Garante che al CSIRT Italia ai sensi di GDPR e NIS2. Tra i dati potenzialmente esposti figurano dati anagrafici, codici fiscali, recapiti e storico degli acquisti, mentre le password sono risultate cifrate correttamente e non risulta un download effettivo dei dati. Ne avevamo già parlato in modo approfondito, con la timeline completa della risposta e le scadenze NIS2 2026 da tenere d'occhio, nell'articolo L'attacco a Eataly e la NIS2: cosa cambia per le aziende italiane.

Consiglio d'Europa: 297 GB di dati sottratti da ShinyHunters

Il gruppo estorsivo ShinyHunters ha rivendicato la violazione dei sistemi del Consiglio d'Europa, l'organizzazione con sede in Francia che riunisce 46 Stati membri, dichiarando di aver sottratto oltre 429.000 file per circa 297 gigabyte provenienti da risorse umane, Segretariato e Assemblea Parlamentare. Tra il materiale rivendicato figurerebbero quindici anni di buste paga di oltre diecimila dipendenti, curriculum, fascicoli personali e dati bancari, fiscali e sanitari. Il Consiglio d'Europa ha dichiarato di essere al lavoro per verificare l'accaduto, senza confermare pubblicamente l'entità del danno al momento della rivendicazione.

Il punto critico: uno zero-day che ha colpito oltre cento organizzazioni

Diversi esperti collegano l'attacco a una vulnerabilità zero-day nel software gestionale Oracle PeopleSoft, già sfruttata dallo stesso gruppo, secondo Mandiant identificato anche come UNC6240, per compromettere circa 300 istanze appartenenti a oltre cento organizzazioni nel mondo, in gran parte università. È un esempio diretto di come un singolo punto debole in una piattaforma enterprise molto diffusa possa trasformarsi in una campagna su larga scala prima ancora che il fornitore rilasci una patch ufficiale.

Fonte: Byte.it

I tre casi a colpo d'occhio

OrganizzazioneCosa è stato colpitoNotifica
TrenitaliaDati di viaggio e anagrafici dei passeggeriGarante Privacy e CSIRT Italia, denuncia in Procura
EatalyPiattaforma e-commerce, dati anagrafici e acquistiGarante Privacy e CSIRT Italia ai sensi di GDPR e NIS2
Consiglio d'EuropaSistemi HR e paghe, dati bancari e sanitariIndagine interna in corso, nessuna conferma pubblica al momento della rivendicazione

Cosa hanno in comune questi tre casi

Al di là del settore e della gravità, i tre episodi condividono un filo conduttore utile per qualunque azienda. Il primo è che i dati apparentemente secondari, come una tratta ferroviaria, uno storico di acquisti o una busta paga, sono in realtà tra i più preziosi per chi organizza truffe mirate, perché rendono credibile un messaggio fraudolento molto più di una password rubata. Il secondo è che la velocità della comunicazione fa la differenza tra un incidente gestito e uno che si trascina: Eataly ha comunicato entro pochi giorni, Trenitalia dopo mesi di verifiche tecniche, e proprio quel divario temporale è oggi al centro delle critiche più severe. Il terzo è che la catena di fornitura tecnologica resta un punto debole strutturale, come dimostra il caso del Consiglio d'Europa: una singola vulnerabilità su una piattaforma enterprise diffusa può trasformarsi in un incidente per oltre cento organizzazioni contemporaneamente, indipendentemente da quanto siano solide le loro difese interne.

Il risultato pratico è che NIS2 e GDPR non vanno più trattati come due adempimenti paralleli gestiti da uffici diversi, ma come un unico processo coordinato tra team tecnico, legale e privacy, capace di rispettare contemporaneamente i tempi di notifica al CSIRT Italia, entro 24 ore per la pre-notifica e 72 per la notifica completa, e quelli verso il Garante quando è coinvolta una violazione di dati personali.

Come possiamo aiutarti

La domanda utile, dopo aver letto tre casi come questi, non è se un incidente possa capitare, ma se la tua azienda saprebbe gestirlo con la stessa rapidità e trasparenza viste nei casi meglio gestiti. Un buon punto di partenza è il nostro Self-Assessment NIS2 gratuito, che restituisce un report preliminare con priorità di intervento senza salvare alcun dato sul server. Per chi ha bisogno di una valutazione più approfondita, inclusa la mappatura dei fornitori critici che, come nel caso PeopleSoft, possono trasformare un problema altrui nel proprio problema, c'è l'Audit NIS2 Preliminare, con analisi delle vulnerabilità, monitoraggio OSINT e Dark Web e un report finale con azioni correttive puntuali.

Domande frequenti

Perché aziende di settori così diversi vengono colpite nello stesso periodo?

Perché tutte gestiscono grandi volumi di dati personali facilmente monetizzabili, e gli attaccanti seguono le vulnerabilità disponibili più che un settore specifico: una piattaforma enterprise diffusa o un e-commerce mal protetto sono bersagli concreti indipendentemente dal comparto in cui opera l'azienda.

Perché i dati di viaggio o di acquisto sono pericolosi anche senza password rubate?

Perché permettono di costruire messaggi fraudolenti estremamente credibili facendo riferimento a eventi reali, come un viaggio effettivamente prenotato o un acquisto realmente effettuato, ed è proprio questa credibilità a rendere efficace lo spear phishing.

Quanto tempo può passare tra un attacco e la sua comunicazione ai clienti?

La normativa richiede di notificare senza ingiustificato ritardo, ma le verifiche tecniche per ricostruire con certezza chi sia stato coinvolto possono richiedere tempo: il caso Trenitalia mostra però che un divario di mesi tra l'evento e la comunicazione può diventare oggetto di critiche pubbliche e istituzionali, anche quando la normativa lo consente in casi di reale complessità accertativa.

Cosa può fare un'azienda per ridurre il rischio legato ai fornitori tecnologici?

Mappare i fornitori critici e le piattaforme enterprise utilizzate, verificarne gli standard di sicurezza e includere nei contratti obblighi chiari su notifica degli incidenti e diritto di audit, perché una vulnerabilità del fornitore può diventare un incidente proprio nel giro di poche ore.

Approfondisci su Alchimie Digitali

Fonti ufficiali della notizia: CyberSecItalia per il caso Trenitalia, Cybersecurity360 per il caso Eataly, e Byte.it per il caso Consiglio d'Europa.

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L’attacco a Eataly e la NIS2: cosa cambia per le aziende italiane

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L'attacco a Eataly e la NIS2: cosa cambia per le aziende italiane

L'attacco a Eataly e la NIS2: cosa cambia per le aziende italiane

A giugno Eataly ha subito un attacco al proprio e-commerce, con dati anagrafici, codici fiscali e storico acquisti tutti potenzialmente esposti: quello che vale la pena leggere però è come Eataly ha risposto, con notifica alle autorità entro i termini NIS2 e GDPR, comunicazione diretta ai clienti, logout forzato da tutti gli account e partner di cybersecurity attivati nelle ore successive. È esattamente il processo che la norma richiede, e vederlo applicato da un'azienda italiana concreta vale più di qualsiasi guida teorica. E se ti succedesse domani?

In breve: a giugno 2026 l'e-commerce di Eataly ha subito un attacco informatico che ha esposto potenzialmente dati anagrafici, codici fiscali, recapiti e storico acquisti dei clienti, mentre le password sono risultate cifrate e non risulta un download effettivo dei dati. L'azienda ha reagito con logout forzato da tutti gli account, notifica alle autorità entro i termini NIS2 e GDPR e comunicazione diretta ai clienti, un processo che la normativa richiede a ogni soggetto che gestisce dati di clienti online.

Tempo di lettura: 6 minuti · Cosa è successo · Il processo applicato · Scadenze NIS2 · Come possiamo aiutarti · Cosa impariamo · FAQ

Cosa è successo

Eataly ha subito un attacco informatico alla propria piattaforma e-commerce e ha prontamente notificato l'incidente alle autorità competenti e ai clienti, in conformità con il GDPR e la direttiva NIS2, che classifica la distribuzione alimentare come settore critico e impone standard rigorosi nella gestione della sicurezza. Tra i dati potenzialmente a rischio figurano dati anagrafici, codici fiscali, recapiti e storico degli acquisti, mentre le password sono risultate cifrate correttamente e non vi è alcuna evidenza di download dei dati sensibili. Gli utenti registrati sono stati avvisati via email riguardo al potenziale rischio di phishing.

Dati a rischio e dati al sicuro, in sintesi

CosaStato
Dati anagrafici, codici fiscali, recapitiPotenzialmente esposti
Storico degli acquistiPotenzialmente esposto
PasswordCifrate correttamente
Dati delle carte di pagamentoNon memorizzati da Eataly, quindi non coinvolti
Download effettivo dei datiNessuna evidenza al momento della comunicazione

Il processo che la norma richiede, applicato

Quello che rende questo caso un riferimento concreto, più che un ennesimo allarme, è la sequenza delle azioni messe in campo nelle ore successive alla scoperta dell'attacco.

1. RilevamentoIndividuazione dell'intrusione sull'infrastruttura e-commerce
2. ContenimentoLogout forzato da tutti gli account attivi
3. Verifica tecnicaPartner di cybersecurity attivati per le analisi
4. NotificaComunicazione alle autorità nei termini NIS2 e GDPR
5. TrasparenzaComunicazione diretta e tempestiva ai clienti

È lo stesso schema che molte aziende hanno sulla carta, in un piano di risposta agli incidenti che nessuno ha mai davvero testato: vederlo eseguito da un'azienda italiana riconoscibile, con tempi e passaggi verificabili, vale più di qualsiasi guida teorica sull'argomento.

Le scadenze NIS2 2026 da tenere d'occhio

Il caso Eataly arriva in un momento in cui il calendario NIS2 per i soggetti italiani è già scandito da adempimenti precisi e non prorogabili verso l'ACN, come raccontiamo nell'articolo NIS2 2026: cosa cambia davvero con i nuovi adempimenti ACN e nell'approfondimento sulla categorizzazione ACN del 30 giugno 2026.

ScadenzaAdempimento
31 maggio 2026Designazione del sostituto punto di contatto e aggiornamento dati sul Portale ACN
30 giugno 2026Categorizzazione di attività e servizi nelle 10 macro-aree ACN, finestra non prorogabile
31 ottobre 2026Completamento adozione delle misure di sicurezza di base
31 dicembre 2026Designazione del referente CSIRT
1 gennaio 2027Obbligo di notifica incidenti pienamente operativo

Perché riguarda anche te

La distribuzione alimentare rientra tra i settori indicati come critici dall'allegato II della direttiva NIS2, quindi soggetti a obblighi rafforzati di gestione del rischio e di notifica degli incidenti, ma la logica della norma non si ferma a un elenco di settori: chiunque gestisca dati di clienti, un e-commerce o un'infrastruttura digitale minimamente esposta dovrebbe interrogarsi sulla propria capacità di reagire con la stessa rapidità e trasparenza dimostrata in questo caso.

Cosa può fare Alchimie Digitali per te

La conformità alla NIS2 non si costruisce nei giorni immediatamente successivi a un incidente, ma nella preparazione che li precede, e per questo affianchiamo le aziende con strumenti concreti e non solo documentali. Un buon punto di partenza è il nostro Self-Assessment NIS2 gratuito, che restituisce un report preliminare con score di conformità e priorità di intervento senza salvare alcun dato sul server. Per chi ha bisogno di una valutazione più approfondita c'è l'Audit NIS2 Preliminare, che unisce analisi delle vulnerabilità, revisione dei processi di sicurezza, monitoraggio OSINT e Dark Web e un report finale con azioni correttive puntuali.

Se ti stai chiedendo cosa succederebbe alla tua azienda in un caso simile, o se il tuo piano di risposta agli incidenti esiste solo su carta, è probabilmente il momento giusto per verificarlo prima che sia un attacco a farlo per te.

Cosa impariamo da Eataly

Al di là del singolo incidente, ci sono almeno tre lezioni che restano valide per qualunque azienda gestisca un e-commerce o dati di clienti online. La prima è che il tempo di reazione conta quanto la reazione stessa: Eataly ha bloccato gli accessi con il logout forzato nelle ore immediatamente successive alla scoperta, non giorni dopo, ed è proprio quella rapidità a limitare i danni quando un incidente è ancora in corso. La seconda è che la trasparenza verso i clienti non è un rischio reputazionale ma il contrario: comunicare cosa è successo, cosa è a rischio e cosa è al sicuro, come nel caso delle password rimaste cifrate, costruisce fiducia molto più di un silenzio che poi qualcun altro romperebbe al posto tuo. La terza è che avere già un partner di cybersecurity attivabile in poche ore fa la differenza tra una gestione ordinata e una improvvisata, perché le verifiche tecniche approfondite non si possono organizzare da zero nel momento stesso in cui si scopre l'attacco.

Il punto in comune tra queste tre lezioni è che nessuna si costruisce durante l'emergenza: il logout forzato presuppone un'infrastruttura pronta a farlo, la comunicazione trasparente presuppone un protocollo già scritto e approvato, e il partner di cybersecurity presuppone un rapporto già attivo prima che serva. È esattamente il motivo per cui la NIS2 chiede di prepararsi prima, e non di improvvisare dopo.

Domande frequenti

La NIS2 riguarda solo le grandi aziende?

No: la direttiva individua settori critici e importanti in base all'attività svolta, non solo alla dimensione dell'impresa, e diverse PMI che operano in filiere critiche o come fornitori di aziende soggette a NIS2 si trovano comunque a doverne rispettare i requisiti, anche indirettamente.

Cosa impone concretamente la NIS2 in caso di incidente?

Richiede tempi di notifica precisi alle autorità competenti, una gestione strutturata del rischio informatico e misure di sicurezza proporzionate alla criticità dei processi coinvolti, oltre a una comunicazione trasparente verso gli interessati quando il rischio per i loro diritti è elevato.

Da dove si comincia se non si ha ancora un piano di risposta agli incidenti?

Dalla mappatura di ciò che l'azienda gestisce digitalmente e dalla classificazione del rischio associato, per poi costruire un piano che sia realistico e testato e non un documento pensato solo per un audit, partendo magari da un self-assessment iniziale.

Quanto tempo hanno le aziende per notificare un incidente secondo la NIS2?

Il decreto prevede una pre-notifica entro 24 ore da quando si ha evidenza dell'incidente significativo, una notifica completa entro 72 ore con una prima valutazione di gravità e impatto, e una relazione finale entro un mese dalla notifica, salvo aggiornamenti mensili se la gestione resta aperta più a lungo.

NIS2 e GDPR impongono la stessa notifica?

No, sono obblighi distinti che spesso corrono in parallelo: la NIS2 riguarda la notifica al CSIRT Italia degli incidenti che impattano la continuità dei servizi, mentre il GDPR impone la notifica al Garante Privacy quando c'è una violazione di dati personali, e le due comunicazioni vanno tenute coerenti tra loro pur seguendo canali e finalità diverse.

Cosa rischia un'azienda che non rispetta gli obblighi NIS2?

Oltre alle sanzioni amministrative previste dal decreto, la mancata adozione di un piano di gestione degli incidenti espone l'azienda a un danno reputazionale immediato e a una gestione disordinata proprio nelle ore in cui servirebbe la massima lucidità, come dimostra la differenza tra chi ha un processo già rodato e chi lo improvvisa durante la crisi.

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Fonte ufficiale della notizia: Cybersecurity360.

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Telecamere di sorveglianza craccate: rischi, GDPR e cybersecurity a Modena

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Videosorveglianza protetta: sicurezza e GDPR a Modena

Immagina di entrare in una gelateria del centro e scoprire che la telecamera sopra la cassa non protegge, ma espone. È quello che è successo davvero: sistemi di videosorveglianza collegati a Internet, configurati in modo superficiale, permettono a chiunque, anche senza competenze da “super hacker”, di sbirciare dentro negozi, uffici e abitazioni private.

“Non esistono hacker cattivi: esistono sistemi progettati male.”

Pietro Suffritti, CEO di Alchimie Digitali e sensei di Zanshin Tech presso Zemian Dojo

Il problema reale: la cybersicurezza assente nelle telecamere di sorveglianza

Oggi esistono siti pubblici che raccolgono in un unico punto telecamere non protette in tutto il mondo. Basta selezionare una città, ad esempio Modena e si può entrare nelle telecamere di attività commerciali o abitazioni private.
Nel nostro caso, durante una lezione di Zanshin Tech  con lo Zemian Dojo, è bastato un click per entrare nel sistema di videosorveglianza di una gelateria del centro di Modena per arrivare a leggere addirittura l’importo stampato su uno scontrino alla cassa.

Il problema non è la “cattiveria degli hacker”, ma l’assenza di configurazioni minime di sicurezza: username e password predefinite lasciate in chiaro, porte esposte su Internet, sistemi installati senza competenza.

Videosorveglianza e GDPR: due facce della stessa medaglia

Molti dimenticano che una telecamera non riprende solo “immagini”, ma dati personali.
Per questo motivo il GDPR regola in modo preciso il trattamento dei dati della videosorveglianza:

  • È obbligatorio informare gli interessati con cartelli visibili.

  • Occorre definire una base giuridica (spesso l’interesse legittimo).

  • I tempi di conservazione devono essere proporzionati e limitati.

  • Le registrazioni devono essere protette con misure di cybersecurity adeguate.

Una telecamera non sicura non è solo un rischio informatico: è anche una violazione normativa.

Cybersecurity come requisito di legge

Proteggere un sistema di videosorveglianza non significa solo difendersi da intrusi digitali. Significa rispettare i principi di accountability del GDPR e dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie a tutelare la privacy delle persone riprese.
Alchimie Digitali integra questi due mondi: cybersecurity e compliance, per dare alle aziende strumenti concreti per essere sicure e conformi.

Come difendersi davvero

  • Affidarsi a installatori e consulenti competenti.

  • Non lasciare mai credenziali predefinite.

  • Proteggere l’accesso remoto con firewall, VPN e sistemi aggiornati.

  • Integrare controlli periodici con un Cyber Audit.

  • Definire policy GDPR corrette per la videosorveglianza.

 

Cybersecurity e GDPR: la difesa che non puoi rimandare

La normativa europea, dal GDPR alle linee guida del Garante, è stata scritta per proteggere cittadini e imprese. Ma la protezione non è automatica: diventa reale solo se chi utilizza un impianto di videosorveglianza adotta misure adeguate di sicurezza e conformità.

In altre parole, la legge è al tuo fianco, ma solo se dimostri di aver fatto la tua parte. Installare telecamere senza competenza, lasciare credenziali di default o non aggiornare i sistemi significa rinunciare a quella tutela e restare esposti sia agli hacker sia a sanzioni pesanti.

Non è più tempo di sottovalutare questi aspetti. La sicurezza informatica non è un optional, e la conformità normativa non si improvvisa. Ogni giorno in cui il tuo impianto rimane scoperto, è un giorno in cui qualcuno potrebbe già guardarti senza che tu lo sappia.

FAQ

Come faccio a sapere se la mia telecamera è visibile su Internet?

Puoi verificare con un controllo tecnico o affidarti a un audit di sicurezza: molti dispositivi poco protetti compaiono su siti di ricerca pubblici.

È obbligatorio rispettare il GDPR se ho una telecamera nel mio negozio?

Sì, sempre. Le immagini riprese sono dati personali e il loro trattamento è soggetto a informativa, base giuridica e tempi di conservazione.

Cosa rischio se il mio sistema di sorveglianza non è sicuro?

Oltre a intrusioni esterne, rischi una violazione dei dati (data breach) con conseguenze legali e sanzioni da parte del Garante Privacy.

Quali sono le misure minime di sicurezza consigliate?

Password robuste, aggiornamenti regolari, accesso remoto protetto, cifratura dei dati e monitoraggio costante.

Alchimie Digitali può aiutarmi a rendere il mio impianto conforme e sicuro?

Sì: i nostri servizi integrano cybersecurity e GDPR per rendere il tuo sistema di videosorveglianza una garanzia, non un rischio.

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Evento: NIS2 e PMI | 13 Settembre 2024

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Evento NIS2 a Modena

NIS2 E PMI: fai il bis di sicurezza!

Se sei una PMI che opera nei settori critici come energia, trasporti, sanità o finanza, non puoi perdere il secondo appuntamento sull’adeguamento alla Direttiva NIS2. L’evento si terrà venerdì 13 settembre 2024 presso Via Elia Rainusso 110, Modena, dalle 09:30 alle 13:30. Organizzato da Alchimie Digitali, questo incontro è un’opportunità unica per approfondire le nuove normative europee in materia di cybersecurity e gestione del rischio.

Perché la Direttiva NIS2 è Importante per le PMI

La Direttiva NIS2, in vigore dal 18 ottobre 2024, richiede alle PMI dei settori chiave di adottare misure di sicurezza più stringenti per proteggere le proprie infrastrutture digitali. La normativa, conosciuta anche come NIS 2 o NIS-2, è progettata per aumentare il livello di sicurezza informatica e prevenire attacchi informatici sempre più sofisticati. Non importa se hai già partecipato al primo evento a luglio, questo nuovo incontro ti permetterà di fare un passo avanti e approfondire ulteriormente il tema.

Cosa Aspettarsi dall’Evento NIS2 a Modena

Durante l’evento, esperti di settore, tra cui il per. ind. Pietro Suffritti, consulente certificato in privacy e sicurezza informatica, e l’Avv. Antonello Maria Giacobazzi, esperto legale, offriranno un focus specifico sulle implicazioni tecniche e legali della NIS2. Inoltre, sarà presente l’Ing. Marco Marchi, che parteciperà a una tavola rotonda dedicata alle sfide comuni e alle soluzioni innovative per la protezione dalle minacce digitali e il Dott. Ermes Ferrari che guiderà il dibattito con la sua competenza e visione.

Perché Partecipare

Partecipando a questo evento gratuito, potrai scoprire come proteggere la tua azienda dalle minacce informatiche e come adeguarti alla Direttiva NIS2 grazie al supporto del “Team NIS2” di Alchimie Digitali. Il gruppo offre servizi integrati e specializzati in cybersecurity, formazione, consulenza, e governance normativa, supportando le aziende dal punto di vista tecnico e legale.

Iscrizione e Informazioni

L’evento è gratuito, ma i posti sono limitati. Per partecipare, è necessario iscriversi inviando una mail a info@adigitali.it. Non perdere l’opportunità di partecipare a questo evento esclusivo a Modena e fare il bis di sicurezza per la tua azienda.

Ti aspettiamo per una mattinata di spunti, approfondimenti e networking!

Per. Ind. Pietro Suffritti

Per. Ind. Pietro Suffritti

CEO di Alchimie Digitali

Avv. Antonello Maria Giacobazzi

Avv. Antonello Maria Giacobazzi

Studio Legale Giacobazzi & Partners

Ing. Marco Marchi

Ing. Marco Marchi

Cybersecurity consultant / Data Engineer

Dott. Ermes Ferrari

Dott. Ermes Ferrari

Resp. Uff. Comunicazione e Studi e Politiche Economiche - CNA Modena

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