Whistleblowing Webinar Gratuito

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cybersecurity

Alla scoperta del WhistleBlowing
tra obblighi di legge, opportunità e tutele!!!

WEBINAR GRATUITO – MARTEDÌ 27 GIUGNO 2023 ORE 12.00

Il Whistleblowing è uno strumento di compliance, grazie al quale dipendenti e collaboratori possono segnalare in modo anonimo eventuali illeciti e criticità riscontrati in Azienda.

Ricordiamo che non si tratta di delatori,  ma di persone RESPONSABILI che proprio per TUTELARE l’Attività e chi la gestisce, segnalano situazioni potenzialmente pericolose, consentendo di scoprire eventuali criticità PRIMA che generino danni e/o responsabilità.

Il whistleblowing è obbligatorio:

  • dal 15 luglio 2023, per realtà con 250 o più dipendenti;
  • dal 17 dicembre 2023 per realtà con 50 o più dipendenti.

Whistle One

È una soluzione «chiavi in mano» che garantisce l’anonimato dei segnalatori, trasferendo le segnalazioni alle figure aziendali che le valuteranno e decideranno cosa fare.

● dimensionata per le PMI italiane

● largamente personalizzabile

● ampiamente collaudata sul campo

● attivabile nel giro di UNA GIORNATA lavorativa

Compila il modulo e iscriviti subito!

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Attacco “hacker” globale o pessime scelte imprenditoriali? Facciamo un po’ di chiarezza

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Attacco “hacker” globale o pessime scelte imprenditoriali? Facciamo un po’ di chiarezza.

Sta facendo molto scalpore, in queste ore, la notizia di un presunto “gigantesco attacco hacker globale” a carico di server basati su “VMware ESXi” (un diffusissimo software di virtualizzazione) sparsi in tutto il mondo.

Cosa c’è di vero?

L’attacco è vero, ma le dimensioni reali – al di fuori dell’enfasi mediatica – sono tutto sommato modeste, interessando “solo” qualche migliaio di server su base mondiale.

Quanto è grave?

Per chi lo subisce è decisamente grave, probabilmente catastrofico… come tutti gli attacchi ransomware, peraltro. Tieni presente che, in generale, circa l’80% delle PMI che subiscono un attacco cyber perdono dati essenziali e hanno un’elevata probabilità di chiudere.

Come ti puoi difendere?

Come avrai già letto, l’attacco sfrutta la vulnerabilità CVE-2021-21974 dei server VMware ESXi, una “debolezza” identificata e risolta con una patch di sicurezza.

Una patch, è bene sottolinearlo, rilasciata da VMware ben 24 mesi fa: installarla era semplice e gratuito, una banale e quotidiana procedura di buona manutenzione. Chi l’ha installata, può stare tranquillo; chi non l’ha fatto, invece, invece, è ad alto rischio.

Quanto ti devi preoccupare?

Dipende!

  1. Se nella tua Azienda l’infrastruttura e i servizi IT sono visti come un investimento strategico essenziale e non solo come un “costo”;
  2. Se i tuoi server sono gestiti da personale esperto, con la corretta autonomia decisionale e un budget appropriato;
  3. Se hai licenze, apparati di sicurezza, applicativi e sistemi aggiornati e correttamente manutenuti

Allora è del tutto verosimile che la patch sia stata correttamente identificata e installata: puoi stare tranquillo.

Se, al contrario:

  1. nella tua Azienda l’infrastruttura e i servizi IT sono visto solo come un “costo” e non come un investimento strategico
  2. i tuoi server sono gestiti da collaboratori afflitti da insufficiente  autonomia decisionale e/o budget inadeguati;
  3. hai licenze, apparati di sicurezza, applicativi e sistemi non aggiornati

Beh! In questo caso non serve per forza un “attacco globale”, prima o poi la tua infrastruttura sarà “bucata”, si fermerà e probabilmente perderai i tuoi dati. E’ solo questione di tempo.

Qual è la soluzione?

Una sola: una diversa cultura imprenditoriale/manageriale.

E’ urgente e necessario che il management aziendale prenda finalmente consapevolezza che:

  • gli attacchi cyber sono oggi una quotidiana realtà per OGNI Azienda, a prescindere da dimensioni e criticità di informazioni trattate
  • le PMI che subiscono un attacco cyber spesso finiscono per chiudere
  • infrastruttura IT, cybersecurity e corretta protezione dei dati sono oggi asset strategici essenziali per la prosperità e la sopravvivenza aziendale

La nostra proposta: il servizio IT-Full Care

IT Full Care è un piano di assistenza e gestione IT modulare e flessibile, che si modella e adatta alle esigenze di ogni singola Azienda.

Quando in Azienda sono presenti un IT Manager o altri collaboratori che si occupano dei sistemi IT, il piano IT-Full Care si adatta e si integra con le risorse esistenti, sviluppandosi a seconda dei casi, in affiancamento e appoggio, in autonomia e collaborazione oppure in autonomia con compiti di coordinamento, in base alle specifiche esigenze e alle caratteristiche di ogni singola realtà aziendale.

Chiamateci, troviamo insieme la soluzione: quella giusta per voi.

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Il Wi-Fi, dalla connessione alla realizzazione della rete

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Dopo “Permesso, posso entrare?”, la frase più frequente all’ingresso di un edificio è: “ce l’hai il Wi-Fi?, mi dai la password?”
Nel gergo comune, il termine Wi-Fi è arrivato a significare la connessione senza fili. Un acronimo, dal significato non chiarissimo, ma genericamente connesso con il termine wireless (che comprende tutte le
connessioni senza fili, anche il 3G, 4G, etc.), che in realtà è un marchio registrato di Wi-Fi Alliance che ne permette l’utilizzo solo ai dispositivi certificati.
Se vogliamo essere precisi il Wi-Fi è una tecnologia di scambio dati senza fili attraverso onde radio a particolari frequenze, che si basa sullo standard IEEE 802.11. La connessione parte da un modem router,
o attraverso access point, e può essere utilizzata da tutti i dispositivi che fanno uso del Wi-Fi (che hanno cioè superato i test di interoperabilità), siano essi computer, smart TV, dispositivi cellulari, consolle,
etc.
Le reti Wi-Fi sono diventate lo standard nell’uso domestico, e questo grazie alla comodità e facilità di utilizzo, ma sono molto usate anche in ambito professionale. In questo secondo caso, però, non è
sufficiente installare un modem, prima è necessario fare un’indagine (survey) per progettare la rete.

Progettazione reti WI-Fi: l’esperto vs mio cugino

Partiamo dal presupposto che la connessione via cavo è, per sua natura, più stabile, schermata e meno soggetta ad interferenze. Un’azienda, alla comodità del wireless tenderà sempre a preferire questi
parametri (o se non li preferisce glieli suggerirà caldamente il tecnico). Può però rendersi necessaria l’installazione di una rete Wi-Fi per i motivi più disparati: per connettere dispositivi digitali per analisi o
rilevazione, per dare la possibilità a collaboratori di collegarsi con i propri sistemi, o altro.

Sistema 1: lascio fare a mio cugino.

Come da tradizione italica, perché chiamare un tecnico quando posso far fare il lavoro a mio cugino che si intende di computer? Lui dice che è sufficiente mettere un modem wi-fi, e poi aggiungere più access point possibile in modo da coprire tutta la superficie dell’azienda. Lavoro da pochi minuti, economico, ma che lascia aperti una marea di problemi: copertura effettiva, rumore e disturbi, per non
parlare della tutela dei dati personali durante l’accesso.

Sistema 2: il Wi-Fi Survey

 

Il Wi-Fi Survey è una pratica che mette in campo una serie di competenze per ispezionare l’area in modo da scoprire quali frequenze radio possono interagire nello spettro che ci interessa, e da cosa sono emesse. Una volta ispezionata l’area ed eventualmente bonificata, si passa all’installazione della rete e alla creazione della mappa di copertura (heat map), per verificare la potenza del segnale in ogni singola area e valutare la necessità di aggiungere degli access point (facendo attenzione a non sovrapporre segnali che poi causerebbero disturbi).
A questo punto l’assistenza informatica diventa fondamentale per valutare le performance della rete, i tempi di risposta degli access point e calibrare tutta la struttura.
Insomma, come per ogni altra nostra attività, il punto di partenza è un’analisi della rete Wifi o “wifi survey” .

Vuoi saperne di più?

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