Sovranità dei dati nel cloud: perché passare a OneDrive non basta

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Aggiornato al 17 luglio 2026 — Tempo di lettura stimato: 8 minuti

Sovranità dei dati nel cloud: perché passare a OneDrive non basta

No, passare da Google Drive a OneDrive non risolve il problema della sovranità dei dati nel cloudIl principio secondo cui i dati di un'azienda o di una persona restano soggetti alla giurisdizione e alla legge del Paese in cui vengono trattati, indipendentemente da dove sono fisicamente conservati i server.: Microsoft, come Google, è una società americana soggetta al CLOUD Act, quindi la giurisdizione a cui i tuoi dati sono esposti resta la stessa, cambia solo il fornitore.

Questo articolo nasce da una notizia molto concreta. Dal 7 luglio 2026 Google conta anche SMS, cronologia chiamate e impostazioni del dispositivo nei suoi 15GB gratuiti, non solo foto, video e MMS come accadeva finora.

L'aumento medio dichiarato da Google è di circa 40MB per utente. Quindi, per la maggior parte delle persone, l'impatto pratico è minimo. Proprio per questo, però, in questi giorni circola un consiglio molto diffuso: se paghi già Microsoft 365, sposta il backup di foto e video su OneDrive, che include 1TB di spazio. È un consiglio ragionevole sul piano economico. Ma, come anticipato, non risolve il problema di fondo, ed è questo il punto che vale la pena chiarire.

40MBaumento medio del backup Android
15GBspazio gratuito Google Account
1TBspazio incluso in Microsoft 365 Personal
2018anno di entrata in vigore del CLOUD Act

Cosa cambia davvero nel backup Android di Google

Fino a pochi giorni fa, il backup Android salvava foto, video, SMS, cronologia chiamate e impostazioni del dispositivo. Ma solo le prime due categorie, insieme agli allegati MMS, venivano conteggiate nello spazio da 15GB. Con il nuovo aggiornamento, invece, tutte le categorie iniziano a contare nello stesso spazio condiviso con Gmail e Google Photos.

In parallelo, Google ha introdotto anche nuovi interruttori granulari. Si trovano in Impostazioni, poi Account e backup, poi Backup Google. Da lì puoi scegliere se includere SMS e MMS, cronologia chiamate e impostazioni del dispositivo, oltre al controllo già esistente per singola app.

Per chi si occupa di analisi forense su dispositivi Android, questo secondo aspetto conta più del primo. Infatti, se un utente può escludere selettivamente intere categorie dal backup, allora in fase di acquisizione non si può più dare per scontato che tutto il contenuto del telefono sia recuperabile anche da remoto.

Il consiglio pratico: spostare i backup su OneDrive

Chi paga già Microsoft 365 Personal ha già incluso 1TB di spazio OneDrive nel prezzo dell'abbonamento. Il confronto con i 15GB gratuiti di Google, ora condivisi anche col backup Android, è netto. Per questo, disattivare il backup foto su Google Photos e spostarlo su OneDrive è una scelta sensata sul piano economico, soprattutto se l'account è personale e quello spazio è già pagato e sottoutilizzato.

Google Account
15 GB
OneDrive (M365)
1024 GB

Spazio gratuito Google Account confrontato con lo spazio incluso in Microsoft 365 Personal, in scala reale: la differenza è di oltre 68 volte.

Detto questo, vale la pena essere precisi: cosa risolve davvero questo spostamento, e cosa no?

Il nodo che nessun cambio di provider americano risolve

Microsoft, esattamente come Google, è una società soggetta alla giurisdizione statunitense. Di conseguenza, entrambe rientrano nel campo di applicazione del CLOUD ActLegge federale USA del 2018 che obbliga qualunque provider cloud americano a consegnare alle autorità USA i dati richiesti, indipendentemente dal Paese in cui quei dati sono fisicamente archiviati., la legge federale del 2018 che obbliga i provider cloud americani a consegnare dati alle autorità USA. Non importa dove questi dati siano fisicamente conservati. Un file su OneDrive salvato in un datacenter europeo resta quindi nella disponibilità di una società americana, tanto quanto lo stesso file su Google Drive.

Abbiamo ricostruito questo conflitto nel dettaglio nel nostro approfondimento su Big Tech e accesso governativo USA ai dati nei datacenter europei. In sintesi: il CLOUD Act prevale sulla localizzazione fisica del dato. L'articolo 48 del GDPRRegolamento europeo sulla protezione dei dati personali. L'articolo 48 stabilisce che le richieste di un'autorità di un Paese terzo sono eseguibili solo se basate su un accordo internazionale riconosciuto, come un trattato di mutua assistenza giudiziaria., invece, richiede che qualunque richiesta di un'autorità di un Paese terzo si basi su un accordo internazionale riconosciuto. Un accordo di questo tipo tra USA e UE, però, non esiste ancora. Perciò il provider americano resta stretto tra due obblighi che si contraddicono a vicenda, che si chiami Google, Microsoft o Amazon.

In altre parole: cambiare da Google Drive a OneDrive sposta un problema reale, quello di costo e di spazio disponibile. Ma lascia intatto il problema giuridico di fondo, che riguarda la giurisdizione del fornitore, non il marchio del servizio scelto.

AspettoGoogle DriveOneDrive (Microsoft 365)Cloud sovrano europeo
Spazio incluso15GB gratuiti, condivisi con Gmail e backup Android1TB con Microsoft 365 PersonalVariabile, dipende dal fornitore
Giurisdizione della societàStati UnitiStati UnitiUnione Europea
Soggetto al CLOUD ActNo, se l'entità è realmente separata dalla casa madre USA
Esempi concretiGoogle Drive, Google WorkspaceOneDrive, Microsoft 365S3NS (Thales, Francia), T-Systems (Germania)
Adatto perUso personale, dati non sensibiliUso personale o aziendale, dati non sensibiliDati aziendali sensibili, obblighi di compliance

Quando la differenza conta davvero

Per l'uso personale, foto delle vacanze, video di famiglia, backup del telefono, questa distinzione ha un peso limitato. Nessuna delle due aziende, infatti, prende di mira un utente privato senza una ragione specifica, e il rischio concreto resta basso per la maggior parte delle persone.

Cambia molto, invece, per chi gestisce dati aziendali: documenti contrattuali, informazioni di clienti, materiale rilevante ai fini GDPR. In questi casi la domanda giusta non è quanto spazio costa un servizio cloud. È sotto quale giurisdizione opera davvero il fornitore, e se esistono misure contrattuali aggiuntive, come la cifratura lato client con chiavi gestite dal cliente, che riducono l'esposizione anche restando su un provider americano. Per i dati più sensibili, esistono anche alternative europee certificate, come la joint venture S3NS tra Thales e Google in Francia, con qualifica ANSSI SecNumCloud, o la partnership tra T-Systems e Google in Germania: entità legalmente separate dalla casa madre americana, pensate proprio per rimuovere il criterio del controllo su cui si basa il CLOUD Act.

Domande frequenti

Passare da Google Drive a OneDrive risolve il problema del CLOUD Act?

No. Microsoft, come Google, è una società soggetta alla giurisdizione statunitense, quindi rientra nel campo di applicazione del CLOUD Act indipendentemente da dove siano fisicamente i suoi datacenter. Cambiare provider americano non cambia la giurisdizione a cui il fornitore è soggetto.

Ha senso comunque spostare i backup su OneDrive?

Per l'uso personale sì, se si paga già un abbonamento Microsoft 365 che include 1TB di spazio altrimenti inutilizzato: è una scelta economicamente sensata. Non è invece una misura di compliance per chi tratta dati aziendali sensibili.

Quali dati Android sono ora conteggiati nello spazio Google?

Dal 7 luglio 2026 tutte le categorie visibili nelle impostazioni di backup Android contano nello spazio cloud: oltre a foto, video e MMS già conteggiati in precedenza, si aggiungono SMS, cronologia chiamate e impostazioni del dispositivo.

Cosa può fare un'azienda per ridurre davvero il rischio, indipendentemente dal provider?

Valutare soluzioni con cifratura lato client e gestione delle chiavi affidata al cliente, considerare fornitori con qualifiche di cloud sovrano europeo per i dati più sensibili, come S3NS in Francia o T-Systems in Germania, e in generale condurre una valutazione del rischio specifica per la propria attività prima di scegliere dove archiviare i dati aziendali.

Le persone chiedono anche

Il backup Android su OneDrive esiste come opzione nativa?

No, il backup di sistema Android integrato resta legato all'Account Google. Su OneDrive si possono spostare manualmente foto e video tramite l'app OneDrive, disattivando il backup automatico di Google Photos, ma SMS, chiamate e impostazioni di sistema restano gestiti dal meccanismo di backup nativo Android, quindi da Google.

Anche i dati già in cifratura client-side restano soggetti al CLOUD Act?

Il CLOUD Act stesso non impone la decifratura dei dati, ma resta comunque applicabile alla società fornitrice. Con una cifratura lato client dove il provider non detiene le chiavi, il fornitore può ricevere l'ordine ma non è nella condizione tecnica di consegnare dati leggibili, il che riduce concretamente l'esposizione pur non eliminando la questione giurisdizionale di fondo.

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Alchimie Digitali: percorso certificazione ISO 9001 e ISO 27001

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Qualità & Sicurezza delle Informazioni

Alchimie Digitali avvia il percorso di certificazione ISO 9001 e ISO 27001

Un passo concreto verso standard internazionali di qualità e cybersecurity, per offrire ai nostri clienti e partner un livello di affidabilità misurabile e verificato.

L'8 giugno 2026 Alchimie Digitali Srl ha formalizzato con Complaion Srl l'avvio del percorso di adeguamento alle due certificazioni internazionali più rilevanti per chi opera nell'IT e nella comunicazione digitale: la ISO 9001:2015, dedicata ai sistemi di gestione della qualità, e la ISO 27001:2022, focalizzata sulla sicurezza delle informazioni.

L'ottenimento di entrambe le certificazioni è atteso entro settembre 2026. Non si tratta di un traguardo fine a se stesso: è la formalizzazione di una cultura aziendale che in Alchimie Digitali è già presente nel modo in cui gestiamo ogni progetto, ogni dato e ogni relazione con i clienti.

ISO 9001 e ISO 27001: cosa certificano e perché contano

Entrambi gli standard sono pubblicati dalla International Organization for Standardization (ISO) e riconosciuti a livello mondiale come riferimenti per la valutazione dell'affidabilità di un'organizzazione. Ecco cosa distingue ciascuno dei due percorsi.

Qualità

ISO 9001:2015 — Sistema di Gestione della Qualità

Certifica che l'organizzazione ha implementato processi strutturati per erogare servizi conformi alle aspettative dei clienti, con un approccio sistematico al miglioramento continuo. Copre pianificazione, controllo dei processi, gestione dei rischi e soddisfazione del cliente.

Sicurezza

ISO 27001:2022 — Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni

Certifica che l'organizzazione identifica, valuta e gestisce i rischi legati alla sicurezza dei dati, garantendo riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni. È lo standard di riferimento per chi tratta dati sensibili di clienti e partner.

Per i nostri clienti questo significa: lavorare con un partner che non gestisce i vostri dati e i vostri progetti in modo informale, ma secondo procedure documentate, verificate e certificate da un ente terzo accreditato.

Come si svolge il percorso di certificazione

La certificazione ISO non avviene dall'oggi al domani. È un percorso strutturato che richiede analisi, implementazione, verifica interna e audit da parte di un ente certificatore accreditato. Questi sono i passaggi principali che stiamo attraversando con Complaion.

1
Gap analysis iniziale Analisi dello stato attuale dei processi rispetto ai requisiti ISO, identificazione delle aree di miglioramento e definizione del piano di lavoro.
2
Implementazione dei requisiti Strutturazione delle procedure, dei controlli e della documentazione necessari per soddisfare i requisiti di entrambi gli standard. È la fase più lunga e operativamente densa.
3
Audit interno Verifica interna dell'efficacia dei sistemi implementati, con eventuali azioni correttive prima dell'audit ufficiale.
4
Audit di certificazione (previsto: settembre 2026) Verifica da parte di Complaion Srl, ente certificatore accreditato, con rilascio delle certificazioni ISO 9001:2015 e ISO 27001:2022.

La lettera ufficiale di Complaion: il nostro percorso documentato

Di seguito è disponibile la lettera rilasciata da Complaion Srl (Managing Director Edoardo Tarricone), che attesta formalmente l'avvio del percorso e la conformità al piano di implementazione da parte di Alchimie Digitali Srl.

Documento ufficiale — Lettera di avvio lavori Complaion · 08/06/2026

Anteprima del documento. Clicca per aprire il PDF completo in una nuova scheda.

Anteprima lettera ufficiale Complaion - Alchimie Digitali - Percorso certificazione ISO 9001 e ISO 27001 - 08/06/2026 Scarica il documento PDF

Perché questo percorso riguarda anche te, come cliente o partner

Molti bandi pubblici, gare d'appalto e contratti con grandi aziende o enti richiedono esplicitamente ai fornitori di servizi IT e digitali il possesso delle certificazioni ISO 9001 e ISO 27001. Con l'avanzare della normativa europea, in particolare del GDPR, della Direttiva NIS2 e del Cyber Resilience Act, la gestione certificata della sicurezza delle informazioni sta diventando un requisito sempre più diffuso anche nelle supply chain delle PMI.

Scegliere oggi un partner che sta percorrendo questo cammino significa scegliere un'azienda che si sta dotando degli strumenti per garantire:

Processi verificabili

Ogni attività viene documentata secondo standard internazionali, non lasciata alla discrezionalità del singolo. Puoi verificare come lavoriamo.

Sicurezza dei tuoi dati

I dati che ci affidi vengono trattati secondo un sistema di gestione del rischio formale, con controlli documentati e responsabilità definite.

Miglioramento continuo

La ISO 9001 impone un ciclo di revisione costante dei processi. Non ci fermiamo a ciò che funziona: lo miglioriamo sistematicamente.

Conformità normativa

Un sistema ISO 27001 è allineato ai requisiti del GDPR e della normativa NIS2, riducendo il tuo rischio di esposizione come cliente o partner.

Domande frequenti sulla certificazione ISO 9001 e ISO 27001

Cos'è la certificazione ISO 9001:2015 e a cosa serve?

La ISO 9001:2015 è lo standard internazionale per i Sistemi di Gestione della Qualità. Certifica che un'organizzazione ha implementato processi strutturati per erogare servizi e prodotti in modo coerente e conforme alle aspettative dei clienti, con un approccio sistematico al miglioramento continuo. È riconosciuta in oltre 170 Paesi e rappresenta uno dei certificati più diffusi al mondo.

Cos'è la certificazione ISO 27001:2022 e a cosa serve?

La ISO 27001:2022 è lo standard internazionale per i Sistemi di Gestione della Sicurezza delle Informazioni (ISMS). Certifica che l'organizzazione ha identificato i rischi relativi alla sicurezza dei dati e ha implementato controlli adeguati per proteggerli, garantendo riservatezza, integrità e disponibilità. È lo standard di riferimento per aziende che gestiscono dati sensibili di clienti, partner o dipendenti.

Alchimie Digitali è già certificata ISO 9001 e ISO 27001?

Alchimie Digitali Srl ha avviato formalmente il percorso di certificazione l'8 giugno 2026 con l'ente Complaion Srl. L'azienda è già in linea con il piano di implementazione dei requisiti e l'ottenimento di entrambe le certificazioni è previsto entro settembre 2026. Il documento ufficiale è disponibile in questa pagina.

Quanto dura il percorso di adeguamento alla ISO 27001?

Il percorso di adeguamento alla ISO 27001 dura tipicamente tra 6 e 18 mesi, a seconda della complessità dell'organizzazione. Comprende una fase di gap analysis, l'implementazione dei controlli di sicurezza previsti dall'Annex A, un audit interno e infine l'audit di certificazione da parte di un ente accreditato.

Perché un'azienda IT dovrebbe avere sia ISO 9001 che ISO 27001?

Le due certificazioni si completano: la ISO 9001 garantisce la qualità dei processi operativi e la soddisfazione del cliente, mentre la ISO 27001 protegge il patrimonio informativo dell'azienda e dei suoi clienti. Per un'azienda che opera nell'IT, nella cybersecurity e nella comunicazione digitale, averle entrambe significa offrire un livello di affidabilità completo e verificabile da terze parti.

Risorse ufficiali per approfondire

Se stai valutando fornitori o partner IT certificati ISO, o vuoi capire meglio cosa implicano questi standard, ecco le fonti ufficiali di riferimento.

Vuoi lavorare con un partner che investe nella qualità e nella sicurezza?

Contattaci per scoprire come Alchimie Digitali può supportare la tua azienda in ambito IT, cybersecurity e comunicazione digitale — con processi certificati e un approccio misurabile.

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Trenitalia, Eataly, Consiglio d’Europa: una settimana di attacchi e cosa insegna alle aziende

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Trenitalia, Eataly, Consiglio d'Europa: una settimana di attacchi e cosa insegna alle aziende

In pochi giorni tre organizzazioni molto diverse tra loro, i treni, la grande distribuzione alimentare e un'istituzione europea per i diritti umani, hanno comunicato di aver subito una violazione dei propri sistemi. Nessun settore è al riparo, e la vera differenza tra chi limita il danno e chi lo subisce fino in fondo si gioca prima dell'attacco, non dopo.

In breve: a giugno 2026 Trenitalia, Eataly e il Consiglio d'Europa hanno reso pubbliche tre violazioni distinte dei propri sistemi informatici, con dati anagrafici, di viaggio, di acquisto e in un caso anche sanitari e retributivi potenzialmente esposti. I casi mostrano tre approcci diversi alla gestione dell'incidente, dalla notifica tempestiva alla comunicazione ancora in corso di verifica, e confermano che la preparazione a un attacco conta quanto la sua gestione.

Tempo di lettura: 7 minuti · Trenitalia · Eataly · Consiglio d'Europa · Cosa hanno in comune · Come possiamo aiutarti · FAQ

Trenitalia: violati i dati di viaggio di alcuni passeggeri

Trenitalia ha comunicato ai clienti coinvolti un incidente di sicurezza informatica che ha portato a un accesso non autorizzato ad alcuni dati personali legati ai titoli di viaggio, causato secondo l'azienda da soggetti esterni non identificati. Tra le informazioni potenzialmente esposte figurano dati anagrafici, recapiti, dettagli del viaggio come tratta e orario, codice della carta fedeltà ed estremi del documento d'identità, mentre l'azienda ha escluso il coinvolgimento di credenziali di accesso e dati di pagamento. Trenitalia ha notificato l'accaduto al Garante per la Protezione dei Dati Personali e al CSIRT Italia, e ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica di Roma.

Il punto critico: mesi tra l'attacco e la comunicazione

L'intrusione risalirebbe a ottobre 2025, mentre la comunicazione ai clienti è arrivata solo il 26 giugno 2026: un divario di diversi mesi che l'azienda attribuisce alla complessità delle verifiche tecniche necessarie per ricostruire con precisione gli accessi e identificare le persone coinvolte. Il rischio principale segnalato riguarda ora comunicazioni fraudolente e tentativi di spear phishing costruiti su dati di viaggio reali, che risultano più credibili proprio perché corretti.

Fonte: CyberSecItalia

Eataly: attacco all'e-commerce, dati anagrafici a rischio

Eataly ha subito un attacco informatico alla propria piattaforma e-commerce, notificando l'incidente sia al Garante che al CSIRT Italia ai sensi di GDPR e NIS2. Tra i dati potenzialmente esposti figurano dati anagrafici, codici fiscali, recapiti e storico degli acquisti, mentre le password sono risultate cifrate correttamente e non risulta un download effettivo dei dati. Ne avevamo già parlato in modo approfondito, con la timeline completa della risposta e le scadenze NIS2 2026 da tenere d'occhio, nell'articolo L'attacco a Eataly e la NIS2: cosa cambia per le aziende italiane.

Consiglio d'Europa: 297 GB di dati sottratti da ShinyHunters

Il gruppo estorsivo ShinyHunters ha rivendicato la violazione dei sistemi del Consiglio d'Europa, l'organizzazione con sede in Francia che riunisce 46 Stati membri, dichiarando di aver sottratto oltre 429.000 file per circa 297 gigabyte provenienti da risorse umane, Segretariato e Assemblea Parlamentare. Tra il materiale rivendicato figurerebbero quindici anni di buste paga di oltre diecimila dipendenti, curriculum, fascicoli personali e dati bancari, fiscali e sanitari. Il Consiglio d'Europa ha dichiarato di essere al lavoro per verificare l'accaduto, senza confermare pubblicamente l'entità del danno al momento della rivendicazione.

Il punto critico: uno zero-day che ha colpito oltre cento organizzazioni

Diversi esperti collegano l'attacco a una vulnerabilità zero-day nel software gestionale Oracle PeopleSoft, già sfruttata dallo stesso gruppo, secondo Mandiant identificato anche come UNC6240, per compromettere circa 300 istanze appartenenti a oltre cento organizzazioni nel mondo, in gran parte università. È un esempio diretto di come un singolo punto debole in una piattaforma enterprise molto diffusa possa trasformarsi in una campagna su larga scala prima ancora che il fornitore rilasci una patch ufficiale.

Fonte: Byte.it

I tre casi a colpo d'occhio

OrganizzazioneCosa è stato colpitoNotifica
TrenitaliaDati di viaggio e anagrafici dei passeggeriGarante Privacy e CSIRT Italia, denuncia in Procura
EatalyPiattaforma e-commerce, dati anagrafici e acquistiGarante Privacy e CSIRT Italia ai sensi di GDPR e NIS2
Consiglio d'EuropaSistemi HR e paghe, dati bancari e sanitariIndagine interna in corso, nessuna conferma pubblica al momento della rivendicazione

Cosa hanno in comune questi tre casi

Al di là del settore e della gravità, i tre episodi condividono un filo conduttore utile per qualunque azienda. Il primo è che i dati apparentemente secondari, come una tratta ferroviaria, uno storico di acquisti o una busta paga, sono in realtà tra i più preziosi per chi organizza truffe mirate, perché rendono credibile un messaggio fraudolento molto più di una password rubata. Il secondo è che la velocità della comunicazione fa la differenza tra un incidente gestito e uno che si trascina: Eataly ha comunicato entro pochi giorni, Trenitalia dopo mesi di verifiche tecniche, e proprio quel divario temporale è oggi al centro delle critiche più severe. Il terzo è che la catena di fornitura tecnologica resta un punto debole strutturale, come dimostra il caso del Consiglio d'Europa: una singola vulnerabilità su una piattaforma enterprise diffusa può trasformarsi in un incidente per oltre cento organizzazioni contemporaneamente, indipendentemente da quanto siano solide le loro difese interne.

Il risultato pratico è che NIS2 e GDPR non vanno più trattati come due adempimenti paralleli gestiti da uffici diversi, ma come un unico processo coordinato tra team tecnico, legale e privacy, capace di rispettare contemporaneamente i tempi di notifica al CSIRT Italia, entro 24 ore per la pre-notifica e 72 per la notifica completa, e quelli verso il Garante quando è coinvolta una violazione di dati personali.

Come possiamo aiutarti

La domanda utile, dopo aver letto tre casi come questi, non è se un incidente possa capitare, ma se la tua azienda saprebbe gestirlo con la stessa rapidità e trasparenza viste nei casi meglio gestiti. Un buon punto di partenza è il nostro Self-Assessment NIS2 gratuito, che restituisce un report preliminare con priorità di intervento senza salvare alcun dato sul server. Per chi ha bisogno di una valutazione più approfondita, inclusa la mappatura dei fornitori critici che, come nel caso PeopleSoft, possono trasformare un problema altrui nel proprio problema, c'è l'Audit NIS2 Preliminare, con analisi delle vulnerabilità, monitoraggio OSINT e Dark Web e un report finale con azioni correttive puntuali.

Domande frequenti

Perché aziende di settori così diversi vengono colpite nello stesso periodo?

Perché tutte gestiscono grandi volumi di dati personali facilmente monetizzabili, e gli attaccanti seguono le vulnerabilità disponibili più che un settore specifico: una piattaforma enterprise diffusa o un e-commerce mal protetto sono bersagli concreti indipendentemente dal comparto in cui opera l'azienda.

Perché i dati di viaggio o di acquisto sono pericolosi anche senza password rubate?

Perché permettono di costruire messaggi fraudolenti estremamente credibili facendo riferimento a eventi reali, come un viaggio effettivamente prenotato o un acquisto realmente effettuato, ed è proprio questa credibilità a rendere efficace lo spear phishing.

Quanto tempo può passare tra un attacco e la sua comunicazione ai clienti?

La normativa richiede di notificare senza ingiustificato ritardo, ma le verifiche tecniche per ricostruire con certezza chi sia stato coinvolto possono richiedere tempo: il caso Trenitalia mostra però che un divario di mesi tra l'evento e la comunicazione può diventare oggetto di critiche pubbliche e istituzionali, anche quando la normativa lo consente in casi di reale complessità accertativa.

Cosa può fare un'azienda per ridurre il rischio legato ai fornitori tecnologici?

Mappare i fornitori critici e le piattaforme enterprise utilizzate, verificarne gli standard di sicurezza e includere nei contratti obblighi chiari su notifica degli incidenti e diritto di audit, perché una vulnerabilità del fornitore può diventare un incidente proprio nel giro di poche ore.

Approfondisci su Alchimie Digitali

Fonti ufficiali della notizia: CyberSecItalia per il caso Trenitalia, Cybersecurity360 per il caso Eataly, e Byte.it per il caso Consiglio d'Europa.

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L’attacco a Eataly e la NIS2: cosa cambia per le aziende italiane

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L'attacco a Eataly e la NIS2: cosa cambia per le aziende italiane

L'attacco a Eataly e la NIS2: cosa cambia per le aziende italiane

A giugno Eataly ha subito un attacco al proprio e-commerce, con dati anagrafici, codici fiscali e storico acquisti tutti potenzialmente esposti: quello che vale la pena leggere però è come Eataly ha risposto, con notifica alle autorità entro i termini NIS2 e GDPR, comunicazione diretta ai clienti, logout forzato da tutti gli account e partner di cybersecurity attivati nelle ore successive. È esattamente il processo che la norma richiede, e vederlo applicato da un'azienda italiana concreta vale più di qualsiasi guida teorica. E se ti succedesse domani?

In breve: a giugno 2026 l'e-commerce di Eataly ha subito un attacco informatico che ha esposto potenzialmente dati anagrafici, codici fiscali, recapiti e storico acquisti dei clienti, mentre le password sono risultate cifrate e non risulta un download effettivo dei dati. L'azienda ha reagito con logout forzato da tutti gli account, notifica alle autorità entro i termini NIS2 e GDPR e comunicazione diretta ai clienti, un processo che la normativa richiede a ogni soggetto che gestisce dati di clienti online.

Tempo di lettura: 6 minuti · Cosa è successo · Il processo applicato · Scadenze NIS2 · Come possiamo aiutarti · Cosa impariamo · FAQ

Cosa è successo

Eataly ha subito un attacco informatico alla propria piattaforma e-commerce e ha prontamente notificato l'incidente alle autorità competenti e ai clienti, in conformità con il GDPR e la direttiva NIS2, che classifica la distribuzione alimentare come settore critico e impone standard rigorosi nella gestione della sicurezza. Tra i dati potenzialmente a rischio figurano dati anagrafici, codici fiscali, recapiti e storico degli acquisti, mentre le password sono risultate cifrate correttamente e non vi è alcuna evidenza di download dei dati sensibili. Gli utenti registrati sono stati avvisati via email riguardo al potenziale rischio di phishing.

Dati a rischio e dati al sicuro, in sintesi

CosaStato
Dati anagrafici, codici fiscali, recapitiPotenzialmente esposti
Storico degli acquistiPotenzialmente esposto
PasswordCifrate correttamente
Dati delle carte di pagamentoNon memorizzati da Eataly, quindi non coinvolti
Download effettivo dei datiNessuna evidenza al momento della comunicazione

Il processo che la norma richiede, applicato

Quello che rende questo caso un riferimento concreto, più che un ennesimo allarme, è la sequenza delle azioni messe in campo nelle ore successive alla scoperta dell'attacco.

1. RilevamentoIndividuazione dell'intrusione sull'infrastruttura e-commerce
2. ContenimentoLogout forzato da tutti gli account attivi
3. Verifica tecnicaPartner di cybersecurity attivati per le analisi
4. NotificaComunicazione alle autorità nei termini NIS2 e GDPR
5. TrasparenzaComunicazione diretta e tempestiva ai clienti

È lo stesso schema che molte aziende hanno sulla carta, in un piano di risposta agli incidenti che nessuno ha mai davvero testato: vederlo eseguito da un'azienda italiana riconoscibile, con tempi e passaggi verificabili, vale più di qualsiasi guida teorica sull'argomento.

Le scadenze NIS2 2026 da tenere d'occhio

Il caso Eataly arriva in un momento in cui il calendario NIS2 per i soggetti italiani è già scandito da adempimenti precisi e non prorogabili verso l'ACN, come raccontiamo nell'articolo NIS2 2026: cosa cambia davvero con i nuovi adempimenti ACN e nell'approfondimento sulla categorizzazione ACN del 30 giugno 2026.

ScadenzaAdempimento
31 maggio 2026Designazione del sostituto punto di contatto e aggiornamento dati sul Portale ACN
30 giugno 2026Categorizzazione di attività e servizi nelle 10 macro-aree ACN, finestra non prorogabile
31 ottobre 2026Completamento adozione delle misure di sicurezza di base
31 dicembre 2026Designazione del referente CSIRT
1 gennaio 2027Obbligo di notifica incidenti pienamente operativo

Perché riguarda anche te

La distribuzione alimentare rientra tra i settori indicati come critici dall'allegato II della direttiva NIS2, quindi soggetti a obblighi rafforzati di gestione del rischio e di notifica degli incidenti, ma la logica della norma non si ferma a un elenco di settori: chiunque gestisca dati di clienti, un e-commerce o un'infrastruttura digitale minimamente esposta dovrebbe interrogarsi sulla propria capacità di reagire con la stessa rapidità e trasparenza dimostrata in questo caso.

Cosa può fare Alchimie Digitali per te

La conformità alla NIS2 non si costruisce nei giorni immediatamente successivi a un incidente, ma nella preparazione che li precede, e per questo affianchiamo le aziende con strumenti concreti e non solo documentali. Un buon punto di partenza è il nostro Self-Assessment NIS2 gratuito, che restituisce un report preliminare con score di conformità e priorità di intervento senza salvare alcun dato sul server. Per chi ha bisogno di una valutazione più approfondita c'è l'Audit NIS2 Preliminare, che unisce analisi delle vulnerabilità, revisione dei processi di sicurezza, monitoraggio OSINT e Dark Web e un report finale con azioni correttive puntuali.

Se ti stai chiedendo cosa succederebbe alla tua azienda in un caso simile, o se il tuo piano di risposta agli incidenti esiste solo su carta, è probabilmente il momento giusto per verificarlo prima che sia un attacco a farlo per te.

Cosa impariamo da Eataly

Al di là del singolo incidente, ci sono almeno tre lezioni che restano valide per qualunque azienda gestisca un e-commerce o dati di clienti online. La prima è che il tempo di reazione conta quanto la reazione stessa: Eataly ha bloccato gli accessi con il logout forzato nelle ore immediatamente successive alla scoperta, non giorni dopo, ed è proprio quella rapidità a limitare i danni quando un incidente è ancora in corso. La seconda è che la trasparenza verso i clienti non è un rischio reputazionale ma il contrario: comunicare cosa è successo, cosa è a rischio e cosa è al sicuro, come nel caso delle password rimaste cifrate, costruisce fiducia molto più di un silenzio che poi qualcun altro romperebbe al posto tuo. La terza è che avere già un partner di cybersecurity attivabile in poche ore fa la differenza tra una gestione ordinata e una improvvisata, perché le verifiche tecniche approfondite non si possono organizzare da zero nel momento stesso in cui si scopre l'attacco.

Il punto in comune tra queste tre lezioni è che nessuna si costruisce durante l'emergenza: il logout forzato presuppone un'infrastruttura pronta a farlo, la comunicazione trasparente presuppone un protocollo già scritto e approvato, e il partner di cybersecurity presuppone un rapporto già attivo prima che serva. È esattamente il motivo per cui la NIS2 chiede di prepararsi prima, e non di improvvisare dopo.

Domande frequenti

La NIS2 riguarda solo le grandi aziende?

No: la direttiva individua settori critici e importanti in base all'attività svolta, non solo alla dimensione dell'impresa, e diverse PMI che operano in filiere critiche o come fornitori di aziende soggette a NIS2 si trovano comunque a doverne rispettare i requisiti, anche indirettamente.

Cosa impone concretamente la NIS2 in caso di incidente?

Richiede tempi di notifica precisi alle autorità competenti, una gestione strutturata del rischio informatico e misure di sicurezza proporzionate alla criticità dei processi coinvolti, oltre a una comunicazione trasparente verso gli interessati quando il rischio per i loro diritti è elevato.

Da dove si comincia se non si ha ancora un piano di risposta agli incidenti?

Dalla mappatura di ciò che l'azienda gestisce digitalmente e dalla classificazione del rischio associato, per poi costruire un piano che sia realistico e testato e non un documento pensato solo per un audit, partendo magari da un self-assessment iniziale.

Quanto tempo hanno le aziende per notificare un incidente secondo la NIS2?

Il decreto prevede una pre-notifica entro 24 ore da quando si ha evidenza dell'incidente significativo, una notifica completa entro 72 ore con una prima valutazione di gravità e impatto, e una relazione finale entro un mese dalla notifica, salvo aggiornamenti mensili se la gestione resta aperta più a lungo.

NIS2 e GDPR impongono la stessa notifica?

No, sono obblighi distinti che spesso corrono in parallelo: la NIS2 riguarda la notifica al CSIRT Italia degli incidenti che impattano la continuità dei servizi, mentre il GDPR impone la notifica al Garante Privacy quando c'è una violazione di dati personali, e le due comunicazioni vanno tenute coerenti tra loro pur seguendo canali e finalità diverse.

Cosa rischia un'azienda che non rispetta gli obblighi NIS2?

Oltre alle sanzioni amministrative previste dal decreto, la mancata adozione di un piano di gestione degli incidenti espone l'azienda a un danno reputazionale immediato e a una gestione disordinata proprio nelle ore in cui servirebbe la massima lucidità, come dimostra la differenza tra chi ha un processo già rodato e chi lo improvvisa durante la crisi.

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Fonte ufficiale della notizia: Cybersecurity360.

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Cyber Audit e AI Audit: la tua azienda è davvero pronta a NIS2, GDPR e AI Act?

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Cyber Audit, Vulnerability Assessment e Penetration Test: le differenze

Tempo di lettura stimato: 5 minuti · Argomenti: Cyber Audit, AI Audit, NIS2, GDPR, AI Act, PMI, conformità normativa

Cyber Audit e AI Audit: la tua azienda è davvero pronta a NIS2, GDPR e AI Act?

Una guida all'analisi preliminare del rischio digitale per imprese, enti e organizzazioni che vogliono capire dove si trovano — prima che siano le normative a dirglielo.

⚠ Segnale d'allerta

Molte organizzazioni italiane stanno affrontando contemporaneamente tre normative europee ad alto impatto: la Direttiva NIS2, il GDPR e l'AI Act. Il problema non è soltanto tecnico: è strategico. Chi non si prepara rischia sanzioni, blocchi operativi e responsabilità dirette per i vertici aziendali.

La buona notizia? Un audit strutturato può cambiare tutto — se fatto prima che succeda qualcosa.

Il contesto: tre normative, un solo problema di fondo

La cybersecurity non è più una questione che riguarda solo il reparto IT. Oggi ogni decisione aziendale che tocca dati, tecnologia o intelligenza artificiale ha una dimensione normativa che i vertici devono conoscere e presidiare.

NIS2, GDPR e AI Act non sono tre percorsi paralleli. Sono tre facce dello stesso obiettivo europeo: aumentare la resilienza digitale delle organizzazioni, con obblighi concreti, scadenze precise e sanzioni significative per chi non si adegua.

Direttiva NIS2

Sicurezza delle reti e dei sistemi informativi. Coinvolge settori critici e molte medie imprese spesso inconsapevoli di rientrarvi. Richiede governance, gestione degli incidenti e controllo della supply chain.

GDPR

Protezione dei dati personali. Non è una novità, ma le aziende ancora faticano a dimostrare accountability reale: politiche scritte senza un riscontro operativo non bastano più.

AI Act

Il primo regolamento europeo sull'intelligenza artificiale. Riguarda chi sviluppa, integra o semplicemente usa sistemi AI — incluse le piattaforme generative come ChatGPT, Copilot e Gemini.

Affrontarle separatamente è costoso e inefficace. Un approccio integrato, invece, consente di ottimizzare gli investimenti, evitare duplicazioni documentali e costruire una governance aziendale coerente.


Cos'è un Cyber Audit — e cosa non è

Un Cyber Audit non è un semplice controllo tecnico dei sistemi. È un'analisi strutturata che fornisce una fotografia completa dello stato di salute digitale dell'organizzazione: persone, processi, tecnologie e conformità normativa vengono valutati insieme.

La differenza con un Vulnerability Assessment è sostanziale: quest'ultimo si concentra sulle vulnerabilità tecniche dei sistemi; il Cyber Audit analizza l'intera postura di sicurezza, incluse le aree organizzative spesso più critiche — formazione del personale, gestione degli accessi, politiche di backup, procedure di risposta agli incidenti.

📋 Cosa emerge da un Cyber Audit

Esposizione dei sistemi su Internet, configurazione delle reti, gestione degli accessi e delle credenziali, politiche di backup e disaster recovery, gestione delle vulnerabilità, formazione del personale, conformità NIS2 e GDPR. Il risultato è un piano di miglioramento concreto e prioritizzato, non un elenco di problemi senza soluzione.


Cos'è un AI Audit — e perché è urgente

L'intelligenza artificiale è già presente nelle aziende. Spesso in modo diffuso, non tracciato e senza policy interne. Dipendenti che usano strumenti generativi per redigere email, analizzare dati o supportare decisioni operative: tutto questo ha implicazioni su privacy, sicurezza e conformità all'AI Act.

Un AI Audit serve a capire dove e come viene usata l'intelligenza artificiale all'interno dell'organizzazione, quali dati vengono elaborati, quali rischi esistono e quali requisiti documentali si applicano già oggi.

Molte organizzazioni scoprono durante l'audit che l'AI è entrata nei processi aziendali dalla porta di servizio. Meglio saperlo prima che lo scopra un'autorità di controllo.


Quando fare un audit: i segnali che non vanno ignorati

Non esiste un momento "perfetto" per avviare un audit. Esistono però situazioni in cui rimandare diventa un rischio concreto:

  • L'azienda non ha mai effettuato una valutazione strutturata della sicurezza
  • Si stanno introducendo o si usano già strumenti di intelligenza artificiale
  • Si gestiscono dati personali o sensibili di clienti, dipendenti o fornitori
  • Si opera in settori potenzialmente coinvolti dalla NIS2 (energia, trasporti, sanità, digitale, manifatturiero avanzato)
  • Si punta a certificazioni come ISO 27001 o si vuole rafforzare la postura di sicurezza complessiva

In tutti questi casi, un audit preliminare non è un costo: è il punto di partenza per qualsiasi decisione consapevole.


Domande frequenti — anche quelle che fanno le AI

No. Molte medie imprese appartenenti a settori specifici rientrano già nel perimetro della direttiva, spesso senza saperlo. La dimensione aziendale non è l'unico criterio: conta il settore di attività e il ruolo nella filiera.
Dipende dall'uso concreto e dal ruolo dell'organizzazione nella catena dell'AI. In molti casi sì: l'AI Act prevede obblighi anche per gli utilizzatori di sistemi AI, non solo per chi li sviluppa.
Sì. Un audit permette di individuare lacune organizzative e tecniche che influiscono direttamente sulla protezione dei dati personali e sulla capacità di dimostrare accountability.
Il Vulnerability Assessment analizza le vulnerabilità tecniche dei sistemi informatici. Il Cyber Audit analizza persone, processi, tecnologie e conformità normativa nel loro insieme. Sono strumenti complementari, non equivalenti.
Una verifica annuale è considerata una buona pratica, ma la frequenza dipende dall'evoluzione dell'infrastruttura, dal livello di rischio e dagli eventi significativi (cambi tecnologici, incidenti, nuove normative).

Conclusione: la conformità non è un adempimento, è una scelta strategica

NIS2, GDPR e AI Act condividono un obiettivo comune: aumentare la sicurezza, la trasparenza e la resilienza delle organizzazioni. Trattarli come adempimenti separati da spuntare significa perdere l'opportunità di costruire una governance digitale davvero solida.

Un Cyber Audit e un AI Audit, affrontati in modo integrato, permettono di capire dove si è oggi e cosa serve davvero fare — prima che un problema si trasformi in un incidente, in una sanzione o in una perdita di fiducia.

Vuoi sapere dove si trova la tua azienda?

Alchimie Digitali supporta imprese e organizzazioni con Cyber Audit, AI Audit ed Extended Vulnerability Assessment. Il primo passo è capire il punto di partenza.

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