Il vero valore aggiunto è nelle persone

l’informazione condivide cultura

Siamo abituati a ritagliarci un ruolo all’interno di griglie istituzionali più o meno funzionali ad un sistema economico, in qualità di imprenditori o di professionisti o anche solo di esperti in materia. Ma spesso tendiamo a dimenticare il nostro valore umano che più di ogni altra cosa contraddistingue e valorizza le nostre relazioni con il prossimo.

Si risponde al telefono ad una chiamata e ci si mette il casco da lavoro pronti ad una sfida ma quella sfida, alla fine, a vincerla è sempre la persona che c’è dentro di noi. Le qualità umane sono una sostanza che diventa forma anche in virtù di ciò che ci viene richiesto. In parole più semplici, si può risolvere un problema di un cliente in mille modi ma alla fine quel cliente, è te che cerca, non un robot, non una macchina e non un terminale con risponditore automatico. E’ per questo che in fondo non abbiamo mai considerato di “industrializzare” il nostro lavoro: si finisce per diventare anafettivi e in quel momento si perde completamente il senso del nostro lavoro. Noi gestiamo informazioni, l’informatico tocca con mano in senso sistemico del termine, i processi informativi e questo è già di per sé di intangibile, che non si vede, che la gente normale non tocca, non capisce o non riesce bene a
identificare. Se anche noi ci immedesimiamo nel sistema rendendoci apatici e asincroni al contatto umano, finiamo per snaturare il vero senso del nostro lavoro.

L’informazione oggi, è sapere, è cultura, è relazione. Senza tutto questo c’è il vuoto siderale. Il nostro impegno primario non è solo quello di risolvere problemi tecnici ma è anche e soprattutto avvicinare gli altri alla realtà dell’informazione, alle sue problematiche e alle conseguenze che una cattiva gestione dell’informazione può causare. Una buona azienda oggi, ha un sistema di gestione dell’informazione integrato nell’altro
grande sistema che è quello delle relazioni umane interne. La dicotomia uomo-macchina non deve diventare un dominio dell’uno a discapito dell’altro e di questo siamo fermamente convinti. Come dicevo, alla fine, al telefono risponde una persona e chi ha chiamato, è una persona. Noi non siamo macchine!

L’informazione è condivisione e la condivisione diventa cultura. Una buona gestione dell’informazione, qualsiasi essa sia, in termini sociologici ma anche in termini informatici puri, è elemento determinante e persino deterministico del sistema e diventa ancora più vincente quando è accettata e accettabile dalle persone che vi vengono a contatto.
Di questo siamo fermamente convinti e pensiamo che sia il nostro vero valore aggiunto.