PWA – Risultati Concreti Senza Mal Di Testa

Creare Progressive Web App: perchè?

Ricordarsi a memoria tutti i siti web che visitiamo non è certo il nostro passatempo preferito, giusto? Quindi come fa un titolare di una PMI a fare in modo che il proprio sito web rimanga nella memoria dell’utente?

 

La risposta è creare Progressive Web App (PWA), anche conosciute come “Applicazioni Web Progressive”: queste infatti, sono in realtà veri e propri siti internet che hanno la possibilità di installarsi nel dispositivo delle persone come una vera e propria applicazione, con un loro titolo e una loro icona.

L’istituto Gartner stesso ha predetto che entro la fine del 2020 le PWA rimpiazzeranno il 50% delle APP.

Amazon, ad esempio, è appunto una specie di PWA; vengono aggiunte funzioni e viene modificato l’aspetto senza dover aggiornare l’applicazione dallo store ogni volta; non c’è bisogno di ricordarsi a memoria il suo indirizzo; e il brand e la fiducia da parte dell’utente? si creano col tempo, come ogni cosa. Alcuni altri che hanno scelto le PWA sono qui.

I vantaggi rispetto al singolo Sito Web o  App:

  • Creare una Progressive Web App costa molto molto meno di una APP
  • Hanno costi di manutenzione nel tempo di gran lunga inferiori
  • Funzionano anche offline o su reti di scarsa qualità
  • Non hanno bisogno del permesso (e dei costi) di un App store per essere messe a disposizione
  • Compaiono anche nelle ricerche di Google come se fossero un sito web vero e proprio
  • Creare una Progressive Web App ha anche tempi di realizzazione molto più rapidi

Un esempio di PWA

Tornando ad Amazon, che ha sfruttato le risorse già sviluppate, per creare un’applicazione ibrida; nativa ove è stato necessario utilizzare funzioni legate al singolo sistema operativo, ma progressiva, permettendo di inserire il “banner del Black Friday” senza obbligare i clienti ad aggiornare manualmente l’APP, prima di poter usufruire della promozione.

Una PMI ha grande convenienza nel creare una Progressive Web App poiché già in fase di progettazione, a seconda della sua situazione, può scegliere se realizzare un add-on a partire dal proprio sito web esistente, approfittare della necessità di rinnovare il proprio sito web per fare un progetto integrato con un rapporto costi/benefici estremamente conveniente.

Qualche dettaglio in più su perché creare Progressive Web App

Le PWA oggi ci permettono di avere risultati concreti senza la stretta necessità di avere una multinazionale alle spalle; ogni applicazione web progressiva utilizza infatti, in modo innovativo, le stesse tecnologie presenti da almeno due decenni, utilizzando 3 principali vantaggi:

  • è in realtà un sito web, quindi svilupparlo richiede conoscenze base fondate nel 19esimo secolo, risparmiando quindi una significativa quantità di tempo e denaro;
  • essendo un sito, lo aggiorniamo noi una volta sola, e tutti vedono le modifiche in tempo reale, senza essere soggetti alla dittatura degli App Store;
  • la pubblicazione online quindi, richiede risorse minime, accessibili a chiunque: non è quindi necessaria una infrastruttura “alla Google”; permettendo appunto anche ad una piccola o media impresa (PMI), di essere competitiva e visibile sul mercato, subito!

Un po’ di Pubblicità

Alchimie Digitali, con la recente acquisizione del Brand Netly ha unito le elevate competenze Informatiche, Giuridiche e Privacy a quelle nel campo della SEO SEM e WEBMarketing ed è in grado di realizzare PWA per potenziare il business dei propri clienti e partners.

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La Sorveglianza in ambito GDPR e Privacy

Cosa si intende per Sorveglianza

Chiunque desideri dare prova della preopria aderenza ad un determinato regolamento, dall’accountability in ambito GDPR, fino alle certificazioni ISO, deve mettere in conto di sviluppare determinate attività di controllo e monitoraggio di tutte quelle aree che sono funzionali al mantenimento della certificazione/accountability stessa.

Per esempio in ambito GDPR è necessario monitorare la messa in opera delle misure di sicurezza che sono descritte in una eventuale DPIA o dei risultati di un piano di formazione per gli addetti necessario per renderli capaci di riconoscere un Data Breach.

Le attività di sorveglianza  di sorveglianza, per essere efficaci devono avere un carattere di ricorrenza, in maniera tale che ad ogni passaggio sia possibile verificare l’implementazione dei miglioramenti provenienti dal passaggio precedente. La FREQUENZA delle sorveglianze è un dato che va concordato all’interno di ciascuna organizzazione rispetto alle sue esigenze. Per esempio ci sono casi in cui la frequenza della sorveglianza è determinata da obblighi di legge o necessità di mantenimento di certificazioni ben precise, mentre in altre circostanze può avvenire al termine di specifici progetti, come l’adeguamento al GDPR o l’implementazioe di un nuovo Firewall UTM per il miglioramento della sicurezza informatica dell’azienda.

La sorveglianza in ambito GDPR

Nel caso in cui una azienda ritenga di aver terminato o di aver raggiunto un buon punto rispetto alla compliance una sorveglianza, anche semplice può essere impostata analizzando la documentazione per poter identificare eventuali parti ancora mancanti o per determinare quanto la consapevolezza della nuova normativa è diffusa nell’organizzazione.

Per una descrizione più dettagliata di cosa intendono i DPO per sorveglianza GDPR

Un articolo sull’importanza e sul valore della sorveglianza.

 

 

Il documento digitale come indizio o prova informatica

La prova informatica.

Oggi la nostra società usa i computer e i dispositivi mobili come forma principale di comunicazione; si usa molto più la email che le lettere, ci si scambia più messaggi tramite WhatsApp e Skype che tramite SMS, tutti i documenti che scriviamo in realtà passano attraverso una applicazione di videoscrittura come Word. A pensarci bene, anche il vecchio fax altro non è che uno scanner collegato a un modem e una stampante. Purtroppo tutto ciò crea un grossissimo problema nelle aule di tribunale: i documenti informatici sono estremamente labili e difficilmente accettabili come prova informatica, o addirittura come indizio, in quanto possono essere manipolati fin troppo facilmente senza lasciare tracce.

Per questo motivo iniziano a nascere invece oggetti “immodificabili e certi” come i PDF firmati digitalmente, con data certa, le comunicazioni via PEC ecc. che garantiscono, tra le altre cose, elementi importanti come

  • la data di creazione
  • la data di firma
  • la non modifica,
  • l’esistenza in vita

e così via, aggiungendo valore legale a un oggetto che altrimenti non potrebbe in alcun modo essere utilizzato come prova informatica.

Purtroppo ad oggi questi tipi di documenti informatici non sono né diffusi né impiegati quotidianamente, lasciandoci ad affrontare una norma fatta di tantissimi oggetti privi di qualunque valore legale.

Come si può fare per ottenere una prova informatica?

Esistono metodi per certificare lo stato di un normale documento informatico in una determinata situazione nel tempo, che possono fare assurgere i documenti normalmente impiegati al valore di indizio o prova informatica; questi metodi sono riconosciuti da tutti i paesi firmatari della convenzione di Budapest del 2001, ratificata dall’Italia con la Legge 18 marzo 2008, n. 48 .

L’applicazione di queste metodologie permette ad un perito informatico infatti di presentare documenti informatici dotati di valore probatorio “adottando misure tecniche dirette ad assicurare la conservazione dei dati originali e ad impedirne l’alterazione” (art. 244, comma 2, secondo periodo, del codice di procedura penale)

Ovviamente questa metodologia di approccio diventa difficilmente attaccabile anche in campo civilistico, portando pertanto tali metodi di lavoro anche in questo secondo campo.

Giacendo l’onere di provare i fatti in capo all’attore della causa civile semmai il fatto di ottenere documenti con valore certo può diventare ancora più importante in campo civile che in quello penale.

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Non solo adeguamenti Privacy

Il Survey delle Frequenze Wi-Fi, un articolo di di Pietro Suffritti per

cybersecurity360

 

E’ uscito un articolo per la prestigiosa rivista online Cybersecurity360 dove il nostro Pietro Suffritti racconta l’importanza della progettazione e dell’analisi dello spettro delle frequenze per progettare correttamente sistemi Wi-Fi ad alta efficienza e a contenuto inquinamento elettromagnetico.

 

E’ un servizio che siamo in grado di proporre, contattaci per scoprire come possiamo rendere la tua azienda più efficiente ed efficace!

 

 

Perché abbiamo scelto Privacy Lab GDPR

Privacylab risolve tutti i nostri problemi

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1. Il Tempo(€)

Quando si fa una consulenza privacy per una materia complessa come il GDPR le problematiche da affrontare sono tante, complesse e richiedono competenze multidisciplinari. Bisogna essere un pò informatico, un pò legale e molto esperto di organizzazione aziendale per potere fare bene questo lavoro.

Purtroppo però per fare tutto quello che serve, dalle informative ai registri dei trattamenti, dalla definizione degli archivi alla valutazione del rischio, è indispensabile prendersi tutto il tempo necessario, e “tempo” nel campo della consulenza si traduce in “costo” per il cliente.

2. Gli Errori

Inoltre, se non si segue una metodologia assolutamente rigorosa è fin troppo facile dimenticarsi qualcosa e magari lasciare indietro quel pezzettino che poi sicuramente ci si ritorcerà contro.

3. La manutenzione nel tempo(€)

Come se quanto scritto sopra non bastasse, la materia è talmente tanto giovane e in rapida evoluzione che per fare un buon lavoro è indispensabile gestirne la fluidità e il costante cambiamento, non solo in termini di competenza dei consulenti ma anche in “revisione  e manutenzione di quanto già fatto”.

Per risolvere tutti questi problemi noi abbiamo trovato uno strumento con il quale ci troviamo molto bene a lavorare:

PrivacyLab GDPR

PrivacyLab è un software che ci permette di risolvere tutti i problemi sopra citati:
In pratica ci permette di “descrivere” al software come è fatta l’azienda, come lavora, chi fa cosa al suo interno e con quali strumenti e provvede direttamente a generare tutti i documenti necessari alla gestione delle cogenze poste dal GDPR, fornendo così, sia un prezioso supporto metodologico che non permette di “dimenticare nulla” che un sistema di sviluppo rapido dei documenti che riduce al minimo il tempo necessario per la consulenza.

La sua natura di sistema in cloud fornisce inoltre un luogo sicuro dove mantenere non solo i documenti, ma anche tutta la storia del loro sviluppo, e il fatto che sia un abbonamento su base annuale garantisce il fatto che quando viene aggiornato il modo in cui i garanti privacy considerano ogni determinato aspetto questo si rifletta con poco o nullo sforzo sui documenti generati, spesso senza necessità di un ulteriore intervento da parte del Consulente Privacy

Come se tutto ciò non fosse sufficiente ci sono altri tre aspetti assolutamente vincenti dal nostro punto di vista nell’offrire la nostra consulenza utilizzando questo strumento.

  1. Essendo tutti i nostri consulenti privacy titolati come “Consulenti Certificati PrivacyLab” , il cliente si trova assicurato nei confronti delle eventuali sanzioni nel caso in cui venga trovato manchevole sulla forma dei documenti o della valutazione del rischio, purchè ovviamente al Consulente Privacy sia stata presentata la effettiva realtà aziendale.
  2. La metodologia impiegata per valutare il rischio connesso ad ogni trattamento e integrata in PrivacyLab è certificata, riconosciuta da enti di certificazione europeo: Unicert – DT RU 16/679, ed anche assicurata da CBL Insurance Europe.
  3. Possiamo farlo provare direttamente e gratuitamente ai nostri clienti

Ovviamente siamo a vostra disposizione per ogni chiarimento in merito, ma se volete provare in autonomia, potete farlo direttamente cliccando qui.

 

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Digital e nuovo regolamento europeo GDPR

Abstract

Per chi fa business online è prassi quotidiana dover trattare dati personali per prestare consulenza, fare pubblicità, gestire profili social, realizzare app e siti internet o inviare email. Si tratta di attività che saranno tutte profondamente toccate dal nuovo Regolamento Europeo sulla privacy. In questo corso esamineremo i diversi aspetti della nuova normativa in materia di protezione dei dati personali, ne analizzeremo l’approccio e comprenderemo quali sono le misure che chi si occupa di digital deve adottare per adeguarsi in tempo e non incorrere nelle sanzioni del garante.

Quando
Giovedì 7 dicembre 2017

A chi si rivolge
Il corso è rivolto a responsabili e specialisti di digital agency e a tutti i professionisti del settore web.
Aperto solo a 20 partecipanti.

Costo
€ 99 da pagare anticipamente a mezzo bonifico bancario. Clicca qui per effettuare l’iscrizione

Dove
c/o Alchimie Digitali
Via Rainusso 110, 41124 Modena


 

Programma
07/12/2017

  • ore 14:00 – Registrazione e benvenuto
  • ore 14:30 – Il nuovo Regolamento Europeo e il trattamento dei dati digitali
  • ore 15.30 – Sanzioni e comportamenti preventivi
  • ore 16:00 – Coffee break
  • ore 16:30 – La scelta degli strumenti
  • ore 17:00 – Impact Assesment e certificazioni
  • ore 17:45 – Q&A
  • ore 18:00 – Fine dei lavori

 

Relatori

Andrea Chiozzi – esperto di privacy e sicurezza dei dati, docente ed esaminatore per lo schema TÜV Italia “Privacy Officer e Consulente Privacy”.

Attestato
Al termine dell’evento sarà rilasciato un attestato di partecipazione personale.

Iscrizione

Per iscriversi occorre andare a questo link ed effettuare la registrazione a seguito della quale verranno inviate le informazioni per effettuare il pagamento dell’iscrizione.

In collaborazione con 

Testo completo del GDPR in italiano   i 12 passi per prepararsi al GDPR in inglese